La sinistra italiana, anche quella che si proclama
anticapitalista e alternativa stenta a costruire rapidamente, come impongono
necessità e urgenza della fase, quel soggetto politico di opposizione senza del
quale le pur buone istanze di lotta sociale che pure percorrono il nostro Paese
sia pure in forma assolutamente limitata rispetto alla gravità dello stato di
cose in atto e della ferocia dell’attacco che tecnocrazia, sistema dell’informazione,
centrali finanziarie stanno portando alle condizioni materiali di vita di
milioni di persone, già poste in forte difficoltà da molti anni: licenziamenti,
disoccupazione, precarietà, privazione di diritti, sparizione del welfare,
sottrazione secca di democrazia.
In questa sinistra si fa difficoltà anche soltanto a
confrontare l’analisi della situazione concreta: si rubrica come un punto come
un altro all’ordine del giorno il fatto che la situazione politica italiana ha
decisamente svoltato, nel corso degli ultimi mesi, verso una pericolosa deriva
autoritaria.
Siamo di fronte ad un’assoluta sottovalutazione di ciò che
sta accadendo in Senato che invece meriterebbe la convocazione immediata di una
grande manifestazione nazionale del tipo di quella del 25 aprile 1994 versus il
primo governo Berlusconi e l’apertura di una fase di conflitto del livello di
quello del Luglio’60 versus il governo Tambroni sostenuto dai fascisti.
Che cosa accade, sul piano democratico e costituzionale?
Accade che con il combinato disposto del nuovo senato e l’Italikum
un partito da solo potrà eleggere il Presidente della Repubblica e cambiare la
Costituzione, naturalmente in senso presidenzialista.
Nell’ambito europeo dopo che la Grecia è stata prescelta sul
piano della creazione delle macerie sociali, l’Italia è stata prescelta per un
esperimento di deriva autoritaria.
Ed è questa la vera novità della fase aperta dal governo
Renzi che si muove, utilizzando una forte venatura populistica e sfruttando il
vero e proprio “sfinimento” che percorre la società italiana, anche in
discontinuità con l’idea del governo degli ottimati e dei super-tecnici al
potere che aveva caratterizzato i governi Monti e Letta, comunque nati anch’essi
in regime di sostanziale (anche se non formale) sospensione della Costituzione.
A sinistra, invece, ci si muove – rispetto a questo stato di
cose – nell’incertezza: da un lato pensando alla possibilità di ricostituire il
centrosinistra (!!??) nelle regioni e all’arrivo del “papa nero” risolutore di
tutti i mali sulla via del “benecomunismo” e del Partito di “Repubblica” e dall’altra
tra una sorta di pansindacalismo e di una via organizzativa tipo il vecchio “intergruppi”.
E’ evidente che occorre partire dai contenuti e dalle lotte
sociali ma senza un’adeguata strutturazione politica attraverso la quale far
crescere coscienza e organizzazione sarà difficile se non impossibile porsi
produttivamente all’altezza dello scontro in atto e dei gravi pericoli che in
questo sono insiti.
Invece appare difficile persino confrontarsi a questo
livello in un colpevole prosieguo del crescendo di analisi errate e relative
conseguenze politiche che hanno caratterizzato la sinistra italiana nel corso
degli ultimi decenni.
Senza l’apertura di un luogo di dibattito e aggregazione
politica laddove si possa esercitare seriamente e approfonditamente questo tipo
di impegno non si potrà neppure accennare a una ripresa di capacità concreta di
fronteggiamento di questo drammatico esistente e delle sue prospettive di
ulteriore inasprimento nelle condizioni di esercizio del potere da parte del
capitale.
La riunione del coordinamento nazionale di Ross@ svoltasi ieri 12 Luglio ,che pure ha
convocato per Ottobre un’importante Assemblea Nazionale, non si è discostata,
nell’andamento del suo dibattito, dall’espressione di un’internità a questo
quadro di complessiva insufficienza nella qualità del dibattito.
Un livello quello espressosi in Ross@ nell’occasione ancora
al di sotto dello scatto in avanti che la consapevolezza della qualità della crisi
in atto richiederebbe: un dato preoccupante che bisognerà cercare di affrontare
al meglio in questi mesi che ci separano dall’Assemblea Nazionale cercando di
fornire contributi di merito, momenti di aggregazione e di crescita sul
territorio, dispiegamento di impegno soggettivo e colletti
Ci sono in Italia tanti piccoli partiti e gruppi che si
muovono secondo vecchi dettami e inveterati piccoli interessi difficili da
rimuovere: manca il soggetto dell’opposizione alternativa, anticapitalistica,
democratica.
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