«Stop
austerità, referendum contro il Fiscal Compact» è il nome scelto da un composito comitato referendario
(*) che chiede di firmare 4 quesiti che intendono abrogare parti della legge 243
del 2012, cioè la legge ordinaria conseguente all'introduzione del pareggio di
bilancio in Costituzione, con la modifica dell'art. 81.
Necessariamente,
per evitare la bocciatura da parte della Consulta, i quesiti referendari
(allegati) riguardano disposizioni di legge non coperte da principi
costituzionali, né da obblighi derivanti dall'Unione Europea o da impegni
assunti con trattati internazionali.
Questa
particolarità ha sollevato obiezioni circa la possibile scarsa incidenza dei
quesiti sugli obblighi europei in materia di rientro del
debito.
Noi pensiamo che
aldilà delle tecnicità, che pure hanno la loro importanza, debba prevalere il
giudizio politico sulla possibilità che questa campagna
referendaria può offrire, per far crescere nell'opinione pubblica la
mobilitazione contro la linea dell'austerità, anche l'“austerità flessibile”
(nella versione Renzi) e il fiscal compact.
Va chiarito
come, senza alcun dibattito pubblico, il Parlamento italiano si sia impegnato ad
applicare misure economiche che tecnicamente non possono essere rispettate, ha
accettato il principio del pareggio strutturale del bilancio e l’idea di
abbattere il debito pubblico al 60% del Pil in 20 anni. Misure, che assorbiranno
risorse necessarie invece per adeguate politiche economiche e industriali, per
uscire dalla crisi, dalla disoccupazione, dalla precarietà, impedendo quindi,
uno sviluppo equilibrato e sostenibile.
E' questa
impostazione che deve essere abrogata.
Ma perché questo
avvenga non si tratta solo di portare a votare, nel 2015, la
maggioranza degli italiani per 4 Si, la questione preliminare è
raccogliere, a partire da oggi 3 luglio ed entro il 30 settembre, più di
500.000 firme valide.
Per quanto ci
riguarda, assieme alle Associazioni con cui lavoriamo, pensiamo di dare il
nostro contributo aderendo al Comitato Sostenitore, firmando e facendo
firmare quanti più cittadini possibili.
Roma, 3 luglio
2014
&nb
sp; Alfiero Grandi, Presidente “Associazione per il Rinnovamento della
Sinistra “
&nb
sp; Vittorio Bardi, Presidente Associazione “Si
alle rinnovabili, No al nucleare”
(*) Il
comitato promotore è composto da: Mario Baldassarri, Prof. Economia
Politica; Danilo Barbi, Segreteria nazionale Cgil; Leonardo Becchetti, Prof.
Economia Politica; Mario Bertolissi, Costituzionalista; Melania Boni, Dirigente
pubblico; Flaviano Bruno, Consulente; Rosella Castellano, Prof.
Finanza Matematica; Massimo d'Antoni, Prof. Scienza della Finanza; Paolo De
Ionna, Consigliere di Stato; Antonio Pedone, Prof. Scienza della finanza; Laura
Pennacchi, Forum Economia Cgil; Nicola Piepoli, statistico; Gustavo Piga, Prof.
Economia Politica; Riccardo Realfonzo, Prof. Economia Politica; Giulio Salerno,
Prof. Diritto Pubblico; Cesare Salvi, Prof. Diritto
Civile.
I 4
quesiti:
Quesito n.
1:
«Volete voi che siano abrogati l'art. 3, comma 3, limitatamente alla parola: "almeno", e l'art. 3, comma 5, lettera a), limitatamente alla parola: "almeno", della legge 24 dicembre 2012, n. 243, recante "Disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'art. 81, sesto comma, della Costituzione"?»
Quesito n. 2:
«Volete voi che sia abrogato l'art. 3, comma 2 ("L'equilibrio dei bilanci corrisponde all'obiettivo a medio termine.") della legge 24 dicembre 2012, n. 243, recante "Disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'art. 81, sesto comma, della Costituzione"?»
Quesito n. 3:
«Volete voi che sia abrogato l'art. 8, comma 1, limitatamente alle seguenti parole: "e dagli accordi internazionali in materia", della legge 24 dicembre 2012, n. 243, recante "Disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'art. 81, sesto comma, della Costituzione"?»
Quesito n. 4:
«Volete voi che sia abrogato l'art. 4, comma 4 ("Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 6, comma 6, non è consentito il ricorso all'indebitamento per realizzare operazioni relative alle partite finanziarie.") della legge 24 dicembre 2012, n. 243, recante "Disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'art. 81, sesto comma, della Costituzione"?»
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