In questi giorni il bilancio della Regione Liguria è salito
alla ribalta quale dimostrazione di una vera e propria “opacità” (al punto da
far temere di peggio) nella tenuta dei conti pubblici.
Sono avvenuti due fatti: il primo la transazione a Londra
dei cosiddetti “derivati” presenti da qualche anno nelle poste dei rendiconti
della Regione. La transazione è avvenuta con la “famosa” finanziaria giapponese
Nomura: dalle notizie giornalistiche non è apparso chiaro quanto deficit la
Regione Liguria abbia accumulato in questa spericolata operazione di “finanza
creativa”. L’impegno era di 420 milioni, il ricavato di 191, pare, non
spendibile per investimenti ma soltanto per emettere titoli al fine di
recuperare il resto. Se la cosa non riuscisse, alla fine, la “rimessa”
ammonterebbe agli interi 420 milioni.
Poche ore dopo questo fatto è stata resa nota la sentenza
della sezione regionale della Corte dei Conti che, nella sede della cosiddetta
“parifica” di bilancio, ha chiesto la “riorganizzazione dei conti” per circa
200 milioni. Al centro della richiesta della Corte un’operazione di
cartolarizzazione (con la Regione protagoniste l’ARTE e la molto ben
amministrata, com’è ormai tristemente noto, CARIGE).
Anche in questo caso addentrarsi nei particolari risulta
molto complicato.
Ci interessa, però, un dato politico generale:
cartolarizzazioni e derivati rappresentano i due punti più “oscuri” della gran
parte dei bilanci delle Regioni e degli Enti Locali. Bilanci che, nel caso
specifico delle Regioni, presentano deficit spaventosi per via del fallimento
epocale delle operazioni di decentramento proprio a livello regionale di Sanità
e Trasporti.
Appare del tutto preoccupante, tra l’altro, la dichiarazione
nel merito della vicenda relativa al bilancio della Regione Liguria rilasciata
dall’Assessore Rossetti che dichiara “proseguendo nella vendita di immobili..”.
Sia chiaro nessuno vende niente, significa continuare la pratica della
cartolarizzazioni, una pratica che può ben essere giudicata delittuosa con
riferimento, naturalmente, non alla Liguria ma al quadro generale di
questa disastrosa politica di bilancio.
Si dovrebbe chiedere a tutte le sezioni regionali della
Corte dei Conti una sorta d’ispezione straordinaria sui bilanci della Regioni
(vero e proprio “buco nero” della spesa pubblica italiana) in modo da rendere
pubbliche le cifre di queste due voci che rappresentano i fattori di maggiore
falsificazione della realtà finanziaria degli Enti, occultando il deficit e
lasciando aperte le porte a operazioni tali da suscitare almeno gradi
perplessità.
In ogni caso, in vista delle elezioni regionali 2015 (ma il
turno elettorale in Emilia – Romagna sarà già a ottobre per via delle
dimissioni di Errani) sarebbe bene che i partiti che pensano di entrare in
lizza chiedessero con vigore i conti precisi e, in ogni caso, non si tratta
semplicemente di “opporsi senza se e senza ma” al regime PD e al suo sistema di
potere, ma proprio rifuggirlo”. A buon intenditor... in particolare a quelli
che cercheranno di svegliarsi all’ultimo momento dopo essere stati in giunta 5
anni facendo passare tutto e il contrario di tutto (magari uscendo dalla sala
della giunta per bisogni impellenti nel momento in cui arrivavano sul tavolo le
pratiche più spinose) e si riscoprono vergini combattenti il nuovo regime.
Diffidare. Diffidare da personaggi di tal fatta.
3 commenti:
Parafrasando qualcun altro direi: "la domanda nasce spontanea" chi è stato lo stratega, a livello regionale, dell'acquisto dei derivati, pur sapendo che erano "bond" spazzatura? Le giunte di centro destra o quelle di centrosinistra e chi si è assunto il compito di mettere la propria firma in calce ai documenti? Quando le organizzazioni politiche della sinistra antagonista inviteranno ed organizzeranno i contribuenti quantomeno regionali, ad iniziare le pratiche legali necessarie alla richiesta di danni "class action" contro i firmatari dei contratti di acquisto, facendosene contemporaneamente promotori e portavoce? Domanda rivolta polemicamente agli organismi dirigenziali centrali e periferici di Ross@. Grazie Vincenzo Facciolo tessera di appartenenza a Ross@ n°0911 e membro dei Direttivo Savonese del movimento.
Caro Vincenzo, ho difficoltà a capire che ruolo possa avere Ross@, centrale e periferica, in questa vicenda. Comnque il dato è generalizzato in tutta Italia. Ti spedisco per email un mio articolo del 2011 che credo riassuma la tragicità della vicenda nella sua dimensione nazionale. Franco Astengo
Caro Franco, certo che Ross@ non ha alcun ruolo o quantomeno se lo avesse sarebbe estremamente marginale. Apprezzo il tuo scritto e quanto mi hai fatto avere via mail che ho già letto. il mio commento e la mia domanda, come peraltro ho evidenziato, sono esclusivamente provocatori nel senso che, preso atto della malattia ritengo limitativo soffermarsi solo alla sua individuazione e denuncia, questo in generale. Inoltre in momenti di sbandamento come questi e qui mi riferisco alle vicende interne di Ross@, ogni pretesto ritenuto utile per cercare di far massa critica va utilizzato per tentare quantomeno di contrastare ciò che da noi non è condiviso o ritenuto pericoloso.
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