La regionalizzazione della Sanità ha rappresentato davvero
il biglietto da visita del malgoverno di un Ente, come quello Regionale che nel
suo complesso ha rappresentato sul serio il “buco nero” nella vicenda
istituzionale del nostro Paese.
Va avanti la discussione in Commissione Affari
Costituzionali nel merito del ddl 1429,
quello riguardante il superamento del
bicameralismo paritario. Il disegno di legge costituzionale in realtà, contiene molti argomenti fra i
quali quello della modifica del titolo V della Costituzione, riguardante
assetto e competenze delle Regioni e del sistema autonomistico che la
maggioranza di centrosinistra aveva già modificato nel 2001 inoltrandosi verso
una forma di Stato spuria tra regionalismo e federalismo: tanto è vero che oggi
si tenta di superare anche l’elemento di equivoco inserito in allora con le
cosiddette “materie concorrenti”.
Un emendamento presentato ieri dai relatori, Finocchiaro e
Calderoli, ha infatti restituito allo Stato la pienezza di competenze su di una
serie di materie tra le quali la produzione, i trasporti, la distribuzione
nazionale dell’energia, le infrastrutture strategiche, i porti e gli aeroporti.
Non è stato, invece, rimediato il disastro più grosso che la
riforma del 2001 ha provocato: quello riguardante la regionalizzazione della
Sanità.
La regionalizzazione della Sanità ha rappresentato davvero
il biglietto da visita del malgoverno di un Ente, come quello Regionale che nel
suo complesso ha rappresentato sul serio il “buco nero” nella vicenda
istituzionale del nostro Paese.
Le Regioni, nate con grandi speranze di rappresentare
soggetti di vero avanzamento democratico all’inizio degli anni’70, hanno finito
con il rappresentare la sede per la sperimentazione peggiore del clientelismo,
dello spreco, dell’abbassamento nella qualità di erogazione dei servizi: è
stato da una Regione, la Liguria con il “caso Teardo” nel 1983 che partì il
primo segnale di Tangentopoli non raccolto, in quel momento, per la miopia e l’insensibilità
delle forze politiche che poi, 15 anni dopo, si fecero sostituire dalla Magistratura
crollando tutte assieme miseramente.
Non elenchiamo i disastri di questi ultimi anni: da Batman
alle inchieste milanesi a quelle genovesi riguardanti l’uso del denaro dei
gruppi a fini personali avvenuti mentre crescevano le spinte imitatorie verso
la Lega Nord, considerata per un certo periodo modello politico di successo (in
particolare nel campo del commercio dei diamanti) e quindi da inseguire sul
terreno di un improbabile simulacro di “federalismo”.
La sanità ha rappresentato una sorta di Pozzo di San
Patrizio: le spese sono salite alle stelle anche grazie alla moltiplicazione
dei centri di utilizzo del denaro pubblico a tutti i livelli; questo ha portato
a una vera e propria escalation nell’importo delle tasse regionali; il livello
del servizio si è paurosamente abbassato a causa dei tagli che l’enormità dei
deficit ha fatto apportare nella realtà concreta delle strutture; ricerca e
innovazione sono state completamente abbandonate.
Questo è il quadro, sommariamente descritto ma non
smentibile, della sanità pubblica italiana regionalizzata: ovviamente con il
contrappeso della crescita della sanità privata, in particolare di quella
gestita dalla cosiddetta “finanza cattolica” anch’essa comunque sede di
scandali e sperperi enormi (qualcuno ricorda il S. Raffaele? A Milano come
nella Puglia vendoliana?).
Pur tuttavia il Pozzo di San Patrizio non si tocca e resta
in balia delle Regioni, in nome di non si sa quale idea di “federalismo” e in
barba a tutti i criteri plausibili di efficacia e di efficienza.
Davvero in questo caso la riforma ha conservato la peggiore
delle controriforme.
1 commento:
Riceviamo da Felice C.Besostri questo commmento che volentieri pubblichiamo : I Consiglieri Regiuonali destinatari di avviso di reato ed anche di rinvio a giudizio sono proporzionalmente moilti di più dei nostri parlamentari, che pure non sono al di sopra di sospetto. E' vero che per lo più l'infornata di incriminazioni riguarda l'uso illecito dei rimborsi e non corruzioni e concussioni, tuutavia il diavolo si annida nei detagli e in un certo senso mi fa impressione che ci si faccia rimborsare un paio di mutande o un barattolo di Nutella, malgrado le generose indennità. Renzi si è chiesto vale di più un Consigliere regionale o Mineo o Minzolini? Non ha dubbi infatti nominerà senatori i Consiglieri Regionali. Sulla farsa delle elezioni di secondo grado basta vedere cosa succede per le Città Metropolitane. La Fonte normativa è una Circolare del Ministero degli Interni. Non è anvcora certa la platea elettorale dei consiglieri comunali e non è previsto che nemmeno su base volontaria siano rese pubbliche le mail per poterli contattare rapidamente nel mese di agosto per raccogliere firme e candidature. I partiti più forti sono avvantaggiati alla faccia degli artt., 48 e 51 Cost.. Nessuna preoccupazione già ci sono illusti giuristi, che saranno premiati con un posto in Corte Costituzionale, che dimostrano come gli articoli 48 e 51 Cost. non si applicano alle elezioni di secoindo grado. Ecco spiuegata la preferrenza per questo tipo di elezione: bisogna sapere chi vince e chi governerà la sera prima delle elezioni
Felice C. Besostri
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