Le
divergenze politiche non sono mai un problema, diventano un problema
se, anziché esplicitarle al momento del voto, hanno bisogno di un
periodo di gestazione come dire, inusuale, visto che di queste
divergenze non c’era traccia al momento dell’approvazione del documento,
peraltro avvenuta all’unanimità.
Tant’è,
è ovvio che i compagni ci hanno ripensato, del resto è noto che le
notti portano consiglio ed è del tutto legittimo che ciò avvenga. Dov’è
quindi il problema? Mi rendo conto che sto ponendo male la domanda. il
problema è politico? Dio ce ne scampi. Per la politica, fra compagni ci
sono i dibattiti e a volte i documenti conclusivi con le rispettive
dichiarazioni di voto. Se è così, e credo di sì, qui qualcosa non torna.
Siamo in presenza dell’elaborato scaturito dalle notti consigliere dei
compagni firmatari? Se questa è la ragione, prassi vorrebbe che si
dicesse. Mica per altro, qualcuno di noi è ancora convinto che i
rapporti fra compagni, per ragioni di rispetto reciproco avvengono alla
luce del sole e nel momento in cui sorgono.
Tralasciando
queste bazzecole, la cosa che colpisce è la singolare capacità, a dire
il vero verificata anche in riunioni, di dare delle questioni sul
tappeto la lettura diametralmente opposta a quella della maggioranza.
Non è un delitto, sia chiaro, è solo l’esibizione dell’altra parte della
frittata.
Ad
es. questi compagni accusano i presenti all’assemblea di astensionismo.
Su questo punto, senza scherzi, affermo che lo fanno in assoluta
malafede. Da vecchio rincoglionito, ma non troppo, credetemi, mi
domando: che c’entri qualcosa la chimera chiamata Syriza italiana?
Hanno sbagliato i compagni a sostenere che Rossa non è disponibile a
fare la ruota di scorta di R.C.? Se questo è il problema, e credo di sì,
perché usare parole non corrispondenti al vero per dirlo?
L’accusa
rivolta all’assemblea di Rossa di autoreferenzialità, francamente
appare come quella del ladro che, in procinto d’essere scoperto, si
mette a gridare “al ladro” indicando quelli che stanno per prenderlo.
Troppo duro come giudizio? Domandatevi perché compagni così attenti non
spendono una parola sull’autoreferenzialità di R.C..
Ma
non basta, c’è un’accusa di debolezza nell’approccio alla questione
europea. Delle due l’una, o i compagni hanno in mente quello di Tsipras,
oppure hanno dimenticato di dire, secondo loro, qual è l’approccio
giusto. La cosa triste è che questa esternazione cade ad un anno di
distanza dalla proposta che Rossa Savona fece al nazionale in proposito.
Non lo sanno? Eh già, la sirena Tsipras con annessi e connessi suonava
troppo forte. Veramente no, non suonava ancora, ma certamente il lavorio
era già cominciato.
Si
parla d’incapacità d’interlocuzione con la sinistra e con i movimenti e
mi viene un dubbio, vuoi vedere che è tutto un equivoco. Qualcuno gli
chieda, per favore, se sono proprio sicuri di essere stati alla riunione
di Rossa di cui parlano.
Se poi, alla fine, stanno solo pagando dazio, beh, può essere giusto, ognuno paga i debiti che ha.
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