mercoledì 9 luglio 2014

DELLE DIVERGENZE POLITICHE A SINISTRA di G.Angelo Billia

Le divergenze politiche non sono mai un problema, diventano un problema se, anziché esplicitarle al momento del voto, hanno bisogno di un periodo di gestazione come dire, inusuale, visto che di queste divergenze non c’era traccia al momento dell’approvazione del documento, peraltro avvenuta all’unanimità.


Tant’è, è ovvio che i compagni ci hanno ripensato, del resto è noto che le notti portano consiglio ed è del tutto legittimo che ciò avvenga. Dov’è quindi il problema? Mi rendo conto che sto ponendo male la domanda. il problema è politico? Dio ce ne scampi. Per la politica, fra compagni ci sono i dibattiti e a volte i documenti conclusivi con le rispettive dichiarazioni di voto. Se è così, e credo di sì, qui qualcosa non torna. Siamo in presenza dell’elaborato scaturito dalle notti consigliere dei compagni firmatari? Se questa è la ragione, prassi vorrebbe che si dicesse. Mica per altro, qualcuno di noi è ancora convinto che i rapporti fra compagni, per ragioni di rispetto reciproco avvengono alla luce del sole e nel momento in cui sorgono.
Tralasciando queste bazzecole, la cosa che colpisce è la singolare capacità, a dire il vero verificata anche in riunioni, di dare delle questioni sul tappeto la lettura diametralmente opposta a quella della maggioranza. Non è un delitto, sia chiaro, è solo l’esibizione dell’altra parte della frittata.
Ad es. questi compagni accusano i presenti all’assemblea di astensionismo. Su questo punto, senza scherzi, affermo che lo fanno in assoluta malafede. Da vecchio rincoglionito, ma non troppo, credetemi, mi domando: che c’entri qualcosa la chimera chiamata Syriza italiana? Hanno sbagliato i compagni a sostenere che Rossa non è disponibile a fare la ruota di scorta di R.C.? Se questo è il problema, e credo di sì, perché usare parole non corrispondenti al vero per dirlo?
L’accusa rivolta all’assemblea di Rossa di autoreferenzialità, francamente appare come quella del ladro che, in procinto d’essere scoperto, si mette a gridare “al ladro” indicando quelli che stanno per prenderlo. Troppo duro come giudizio? Domandatevi perché compagni così attenti non spendono una parola sull’autoreferenzialità di R.C..
Ma non basta, c’è un’accusa di debolezza nell’approccio alla questione europea. Delle due l’una, o i compagni hanno in mente quello di Tsipras, oppure hanno dimenticato di dire, secondo loro, qual è l’approccio giusto. La cosa triste è che questa esternazione cade ad un anno di distanza dalla proposta che Rossa Savona fece al nazionale in proposito. Non lo sanno? Eh già, la sirena Tsipras con annessi e connessi suonava troppo forte. Veramente no, non suonava ancora, ma certamente il lavorio era già cominciato.
Si parla d’incapacità d’interlocuzione con la sinistra e con i movimenti e mi viene un dubbio, vuoi vedere che è tutto un equivoco. Qualcuno gli chieda, per favore, se sono proprio sicuri di essere stati alla riunione di Rossa di cui parlano.
Se poi, alla fine, stanno solo pagando dazio, beh, può essere giusto, ognuno paga i debiti che ha.

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