La gravità della situazione internazionale e interna
appare così evidente da consentirci di risparmiare lunghe analisi.
Proviamo soltanto a riassumere molto schematicamente
riprendendo quanto già elaborato in questi giorni: la situazione
italiana è caratterizzata dall’impoverimento generale, dalla disoccupazione,
dalla precarietà, dal disfacimento dello stato sociale, dallo spreco della
finanza pubblica, dalla corruzione in un Paese dove intere zone geografiche e
parti dell'economia sono in mano al malaffare, delle spartizioni, dal
soggiacere ai diktat europei, dall'essenza di ruolo e di tensione anche morale
rispetto ai grandi conflitti che agitano il mondo, dall'indifferenza verso
l'emigrazione dei disperati.
In questo
quadro drammatico il PD cerca di costruire un potere (oligarchico? personale?)
fine a se stesso, che ha come confine il potere stesso con il compito di insabbiare
la domanda sociale ed eluderla nel mare della piaggeria dei mezzi di
comunicazione di massa.
Questa è la
situazione italiana, nel quadro europeo e nella realtà della quotidianità
vissuta.
Una
realtà italiana di cui il PD è l’architrave nella costruzione di un vero e
proprio regime all’interno del quale gli altri attori politici sono comprimari
o di risulta, con un sistema di regole elaborate per oltrepassare la
Costituzione Repubblicana e funzionare da semplice supporto per la
conservazione e la ri-perpetuazione della forma–data del potere.
Sul piano internazionale la situazione può essere invece
riassunta in un’antica parola d’ordine: Gaza, Ucraina, Libia rappresentano le
tre punte emergenti di un dramma epocale che annulla anche le stesse idee di
una globalizzazione “positiva” e riporta in primo piano il tema della pace come
obiettivo politico prioritario. Il tema della pace da accompagnare appunto da
quella parola d’ordine cui accennavamo: Socialismo o Barbarie!
Così stanno le cose : la massima urgenza diventa quella
di costruire e far agire socialmente e politicamente l’opposizione di sistema.
Un’opposizione che risulti idealmente provvista di una
propria identità complessiva sul piano delle idealità, della vocazione
egemonica, del rapporto diretto tra le lotte di massa e l’iniziativa politica.
Per questo motivo chiediamo alle forze e ai soggetti che
stanno dando vita al Controsemestre europeo (le cui prime iniziative, a partire
dalla manifestazione nazionale del 28 giugno sono apparse sicuramente
promettenti) di riflettere sulla proposta di costituzione di un Fronte Popolare
di Opposizione, raccolto attorno ai tre punti della pace, della rottura dell’UE,
della democrazia.
Lo spirito di adesione al Fronte Popolare rimane quello
dell’adesione al Controsemestre: una vocazione unitaria nel pieno rispetto e
valorizzazione delle diverse identità.
La sinistra italiana ha bisogno di un soggetto di questo
tipo proprio per poter sviluppare una propria azione coerente tra le diverse
forze politiche e di movimento che la compongono.
Si tratta di
individuare con chiarezza nel “regime PD” un avversario preciso, con il quale,
a livello centrale e locale, non è possibile interloquire: nello stesso tempo
chiarendo che non esiste alcuna prospettiva di centrosinistra e rimarcando le
caratteristiche peculiari di una sinistra d’alternativa composte prima di tutto
dall’internazionalismo e dalla lotta di classe.
La nostra proposta operativa è quella di un’Assemblea
Nazionale da organizzarsi in tempi molto rapidi, anche nell’immediato
post-periodo feriale.
Un Fronte Popolare delle Opposizioni come risposta al
ritorno in grande stile della guerra sullo scenario mondiale, all’impoverimento
delle condizioni di vita delle grandi masse popolari, al durissimo attacco alla
democrazia.
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