ATTENZIONE ALLA PROPAGANDA DI REGIME: IN DISCUSSIONE NON
C’E’ IL BICAMERALISMO PARITARIO MA IL RAPPORTO TRA LA DEMOCRAZIA E I CITTADINI
Un 25 Luglio molto particolare quello che si ricorda oggi in
Italia: settantuno anni fa cadde il fascismo e oggi ci si ritrova al centro di
un tentativo di nuova avventura autoritaria.
Occorre prestare grande attenzione e non stancarsi di
lanciare allarmi rispetto a ciò che sta accadendo.
L’offensiva anti-parlamentare lanciata dal Governo con il
pieno patrocinio della Presidenza della Repubblica va al cuore delle
istituzioni e punta a stravolgere il rapporto tra la democrazia e i cittadini.
Vale la pena di ricordare subito come tutto ciò si dovrebbe
realizzare per il tramite di un Parlamento eletto attraverso un sistema
elettorale giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale che, nella sentenza
in questione, ne ha proclamata la possibilità di continuare ad esistere
esclusivamente al fine della “continuità dello Stato” e non oltre.
Alla fine la maggioranza che stabilirà lo stravolgimento
della Costituzione sarà stata formata da nominati (senza voto di preferenza)
arrivati a sedere sui banchi di Palazzo Madama e di Montecitorio grazie ad un premio
di maggioranza giudicato, appunto, una delle ragioni fondamentali
dell’illegittimità del sistema elettorale proclamato dalla Suprema Corte nella
sua sentenza 1/2014.
Ciò premesso, che risulta fondamentale e non ricordato da
nessuno perché ci si sta muovendo nel pieno dell’illegittimità politica e di
conseguenza, sul piano istituzionale, di una gigantesca forzatura
antidemocratica, deve essere ricordato come gli argomenti adottati dal Governo
rispetto all’opinione pubblica appaiono di facile comprensibilità sul piano
propagandistico.
E’ stato fatto passare un messaggio molto pericoloso, quella
dell’indispensabilità della semplificazione e del rafforzamento dei meccanismi
della governabilità come uno dei fattori per affrontare la tragica situazione
economica.
Una situazione economica che peggiora di giorno in giorno e
che viene sapientemente occultata come la polvere sotto il tappeto mentre si
sta soffrendo di un ulteriore impoverimento generale, di una crescita della
disoccupazione, della sparizione dello stato sociale, della precarietà.
Il “ceto politico” ha sgovernato l’Italia al centro come in
periferia rendendola facile bersaglio dei diktat europei e adesso l’Europa
stessa gioca, nel nostro Paese, la carta dell’autoritarismo per tentare
l’esperimento della riduzione della democrazia in una grande nazione.
Perché di questo si tratta: dell’applicazione dei concetti
di riduzione nel rapporto tra la politica e la società al fine di insabbiare definitivamente la domanda
sociale ed eliminarne la possibilità di rappresentanza politica.
A questi elementi si aggiunge quello di un ruolo del tutto
servile dell’informazione nel suo complesso: con il risultato che cittadine e
cittadine vivano, loro sì davvero, in una sorta di stato di allucinazione.
Oggi si ricorda il 25 Luglio: è bene pensare a questa data
fatidica nella piena percezione della gravità dell’oggi.
Senza sottovalutazioni: proprio ieri Repubblica riportava un
carteggio Gobetti – Turati all’indomani del delitto Matteotti di cui stiamo
ricordando i 90 anni proprio in questi giorni.
Emergeva in quegli scritti una sottovalutazione forte della
gravità degli allarmi che il giovane intellettuale torinese stava lanciando
prevedendo i rischi mortali che il fascismo stava facendo correre alla libertà
dei cittadini.
Non commettiamo, oggi, lo stesso errore.
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