lunedì 31 marzo 2014

ALLARMI: i RATTI DEL CAPITALE E L'AGGRESSIONE MORTALE ALLA REPUBBLICA di G.Angelo Billia

Guardo e vedo i ratti del capitale, rappresentanti di sé stessi e degli interessi degli innominati, quelli che hanno razziato tutto quello che potevano razziare, avanzare lasciando intonse le “leggi” che permettono ai parassiti dell’umanità di moltiplicare a dismisura i loro averi e procedendo a demolire, anche formalmente, la Costituzione dataci dai nostri padri.


Guardo e vedo l’Italia dei “colti buoni” vagire di protesta per il lavorio delle avanguardie fasciste in camicia bianca, mentre Napolitano, Renzi, Berlusconi, ecc. procedono come rulli compressori.
Guardo e vedo i capimanipolo regionali, ad esempio Serracchiani, sproloquiare su desideri del popolo mai espressi, ma di cui, al pari dei loro referenti storici, si sentono interpreti unici.
Guardo e vedo un popolo martoriato, raccolto su se stesso mentre sta per subire, complice la disinformazione di regime, l’ennesimo affronto.
Guardo, e mi domando se, in questo paese, è rimasto almeno un barlume di memoria storica.
Tutto il lavoro di demolizione della Costituzione, ben lontano dalle ragioni ufficiali che lo giustificherebbero, ha lo scopo preciso di accentrare su poche persone, il potere di servire al meglio la feccia dell’umanità. Dove questo porterà è facilmente intuibile. Se Napolitano e poi Berlusconi hanno avuto il potere di coinvolgere il paese in un’avventura militare come quella libica (e mi limito qui), passando sopra al dettato costituzionale in auge, è facilmente intuibile dove andranno a parare, nuovi lutti e rovine si addensano sull’Italia e sull’Europa e i ratti del capitale si assicurano di avere tutte le carte in mano per non subire opposizione alcuna.
Nella presente situazione, formalmente sono ancora permessi gli appelli e i distinguo, ma ricordo agli immemori pieni di buona volontà, che una volta completato il processo “riformatore”, anch’essi hanno il destino segnato, li attende una storia non dissimile da quella che altri, in altre epoche storiche, hanno dovuto subire, a meno che, ovviamente, non si ricorra allo sport nel quale eccelle una parte dei nostri esimi ratti: il salto della quaglia.
Se un ex, ma da poco, ministro della repubblica, può fare sfoggio di retorica guerresca in pubblico senza trovare ad attenderlo la forza pubblica, è un indicatore del fatto che la situazione sta degenerando rapidamente.
Non c’è più tempo per le disquisizioni, per la fiducia in organismi di garanzia sempre più sul viale del tramonto per scelta, per i distinguo fra supposti legittimati all’opposizione verbale, per rappresentanti che al massimo possono fungere da memoria storica della loro vita, svolta sempre all’ombra rassicurante del privilegio sociale.
E’ tempo di affrontare l’aggressione mortale alla Repubblica con tutti i mezzi. Nulla deve essere considerato illegittimo o illegale, né moralmente inidoneo, di ciò che sapremo mettere in campo per fermare la nuova, vecchia barbarie.

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