E
non siamo forse noi donne, nella schiacciante maggioranza, popolo lavoratore
che accresce la
ricchezza materiale e culturale della società?
LA
RIVOLUZIONE E LE DONNE
di
Clara Zetkin
Clara Zetkin
(Wiedrau, Sassonia, 5 luglio 1857-Archangelskoje, Mosca, 20 giugno 1933) si
iscrive al partito socialdemocratico tedesco nel 1891, svolge una intensa
attività pubblicistica e si schiera contro le posizioni riformiste di Bernstein
nell’ala radicale del partito. Allo scoppio della prima guerra mondiale con
R.Luxemburg, F.Mehering e K.Liebknecht si oppone alla politica di appoggio
all’intervento bellico praticata dalla maggioranza del partito e partecipa
all’organizzazione della
sinistra
della socialdemocrazia tedesca, che confluirà prima nel gruppo spartachista e
in seguitonel Partito
comunista tedesco. Lo scritto che pubblichiamo esce alla fine della prima
guerramondiale
durante la cosiddetta rivoluzione di novembre, mentre a Berlino viene
proclamata la
repubblica
sovietica di Germania.
22 novembre
1918
Sino a ieri
nei Reichstag e nei Landtagdegli stati federali si giurava ancora solennemente
sul fatto che noi donne non eravamo “mature” per svolgere il nostro compito di cittadine
equiparate a fianco degli uomini. Ancora ieri “immature” per poter decidere
della nomina di un guardiano notturno a Buxtehude, oggi, dichiarate “mature”,
elettrici ed eleggibili, con eguali diritti, siamo in grado di pronunciarci
sulle decisioni più importanti per la vita politica del paese, e per il suo
assetto economico.
In realtà
anche le donne devono partecipare, tramite un diritto di voto democratico,
all’elaborazione delle leggi fondamentali riguardanti la forma di governo e le
istituzioni dello Stato. Questo dev’essere il compito delle previste assemblee
nazionali costituenti in seno alla “grande” e alla “piccola” patria; e però
compitoprincipale di queste assemblee dovrebbe essere, secondo ildesiderio
delle classi possidenti, quello di strappare il potere politico dalle mani
delle masse proletarie in nome della menzognera parola d’ordine “salvaguardia della
democrazia”, e sbarrare in tal modo la via all’edificazione di una vera
democrazia integrale Anche le donne devono potersi pronunciare
sull’alternativa: repubblica borghese o repubblica socialista, o in altri
termini: dominio di classe politico formale moderato da parte degli usurpatori
della ricchezza sociale, oppure tutto il potere politico in mano ai produttori
della ricchezza sociale.
Politica
socialista radicale in grande stile per rimodellare completamente “l’antica,
decrepitafaccenda”,
vale a dire lo Stato oppressivo capitalista e l’economia di sfruttamento
capitalista per
trasformarli
in un ordinamento socialista, in una società di liberi ed eguali; oppure una
politica di concessioni, d’armonia borghese-proletaria, una politica senza
princípi che ricorre a rattoppature politiche ed economiche al fine di preservare
la società capitalista.
Anche le donne dovranno decidere in merito a
queste alternative vitali per il popolo tedesco e qui si
dovrà dimostrare la maturità politica della donna!
Le donne
tedesche non dovrebbero mai dimenticare che l’equiparazione politica non è il
premio aduna loro
lotta vittoriosa, bensì il regalo di una rivoluzione sopportata dalle masse
proletarie e cheportava
scritto sul proprio stendardo: democrazia integrale e tutti i diritti al
popolo. Pieni dirittianche per le
donne! Forse che noi donne non siamo popolo, la metà del popolo e in
conseguenza del sacrificio
di milioni di uomini all’imperialismo, mai come ora la metà più grande del
popolo tedesco? E
non siamo forse noi donne, nella schiacciante maggioranza, popolo lavoratore
che accresce la
ricchezza materiale e culturale della società? Al popolo lavoratore appartiene
l’operaiadi fabbrica
come l’impiegata e la maestra, la piccola contadina, ma anche la massaia che,
attraversola sua
sollecitudine e il suo lavoro, appresta e preservala casa per i suoi piccoli ospiti;
vi appartiene innanzitutto
la madre il cui contributo è il massimo dei valori: una schiatta sana e forte
di corpo e di
spirito la
cui opera arricchisce il tesoro dell’umanità. Al di fuori di questa grande
comunità d isorelle, si
situano solo quelle signore che vivono alle spese e sullo sfruttamento del
lavoro altrui.
E non siamo forse noi donne, nella schiacciante maggioranza, popolo lavoratore che accresce la ricchezza materiale e culturale della società?
LA RIVOLUZIONE E LE DONNE
International Women's Day: Who was Clara Zetkin?
As
International Women's Day is celebrated around the globe, we look back
through the archives at the woman who organised the first one in 1911
A photograph of Clara Zetkin, which appeared in the Manchester Guardian in August 1932. Photograph: guardian.co.uk
The 8th of March marks International Women's Day, a day with over a century of history and change behind it. Originally known as International Working Women's Day, its roots lie in the socialist, rather than feminist, struggle of the early 20th century. Although national days had been celebrated prior to 1911, the 18 March of that year marked the first International day, following a proposal from German communist Clara Zetkin.
Zetkin had been involved with the socialist movement in Germany since the 1870's, and her name frequently came up in Manchester Guardian reports on the annual International Socialist and Trade Unions Congress. She was also a fervent campaigner for women's rights and universal suffrage, although, as this profile by Shelley Holland, published in the Guardian in 1992, illustrates, Zetkin believed socialism was the only movement that 'could truly serve the needs of working-class women' - and that feminism was the preserve of the upper and middle-classes.
However, as much as her political views were focussed on class, rather than gender, divisions, reports such as the one below in the Manchester Guardian from 1901 perhaps only served to highlight how women were viewed at the time.
1 commento:
Le guerre le combattono gli uomini ma le rivoluzioni sono sempre state le donne a farle
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie