Da ieri Franco Favilla, il compagno Franco, 56
anni, non è più con noi. Lascia la moglie e compagna Sara, i figli Aleida di 6
anni , e 5 maschietti quasi maggiorenni, fra Fano e Chiaravalle, nelle Marche.
Generoso nella militanza come nella vita, Franco
ha spezzato il pane (compagno da cum panio) con chi lottava e con chi aveva
bisogno di lottare, senza distinzioni, sempre pensando a fare ed a costruire
strumenti che permettessero di comunicare lotte, necessità e soluzioni.
Franco è stato Democrazia Proletaria prima e
Rifondazione Comunista dopo, è stato in tutti gli organismi possibili dei
partiti e dei gruppi consiliari regionali con l'umiltà dell'ultimo venuto e con
più esperienza di tutti. Un giorno un compagno lo vide sbucare dal suo ufficio e
chiese: “Ma come, uno come Favilla sta nelle retrovie?”. Da quelle retrovie ci
ha tenuti allegri, informati, spinti senza mai far mancare il suo apporto.
Franco da circa tre anni lottava contro un male
che, dopo il primo durissimo intervento, si è riprodotto nonostante la caparbia
ricerca, condotta con Sara, con i compagni tutti, di altre cure più efficaci.
Durante una sosta di una seduta di chemioterapia presso l'ospedale di Macerata
mi ha telefonato segnalandomi la difficoltà che avevano gli infermieri a
comunicare con i pazienti stranieri. Mi ha obbligato a esplorare, approfondire
all'interno delle normative regionali cosa sia garantito e cosa no per la sanità
dei migranti, per non mettere in difficoltà neanche gli infermieri
impossibilitati a svolgere il loro dovere. Questa ricerca continua, e non sarà
mai completa a sufficienza, perchè Franco ci ha insegnato che il nostro compito
è quello di non fermarci. Sorridendo, come ha fatto il 27 aprile, giorno del suo
matrimonio.
Nessun commento:
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie