Il regolamento
applicativo dell'accordo del 31 maggio
sottoscritto venerdì sera da Confindustria e da CGIL CISL UIL viola lo
Statuto della CGIL e soprattutto la Costituzione.
Naturalmente non
è che la cosa ci stupisca, il testo sottoscritto da poco semplicemente
trasforma in regole scrupolose i principi e lo spirito antidemocratici già contenuti nell'accordo del 31 maggio
2013. Tuttavia vedere ora quelle regole è sconvolgente.
Tralascio il
dettaglio degli orrori e vado ai punti di fondo.
L'accordo viola
la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha riammesso la FIOM in
Fiat, e afferma che solo i firmatari che accettano tutte le sue regole hanno i
diritti sindacali.
L'accordo
accetta le deroghe in azienda ai contratti nazionali sugli orari, sulla prestazione
e sulle condizioni di lavoro cioè su tutto, alla faccia di tutte le posizioni
ufficiali della CGIL. Sacconi e il suo articolo 8 sono soddisfatti.
L'accordo
prevede la esigibilità degli accordi, di questi accordi in deroga, anche per
chi non è d'accordo e le sanzioni per chi li contrasta, sanzioni che colpiscono
il sindacato e i delegati aziendali. Questo è semplicemente l'accordo separato
di Pomigliano esteso a tutti.
L'accordo
prevede che una giuria di arbitri formata da tre rappresentanti di CGIL CISL
UIL , tre della Confindustria e un "esperto"esterno decida sui
comportamenti delle categorie. Cioè la FIOM sarà giudicata da una commissione
dove padroni e sindacati complici sono la grande maggioranza.
Tutte queste
clausole violano i principi e lo Statuto della CGIL, per questo la firma
di Susanna Camusso è illegittima, non ci rappresenta e per noi non ha
alcun valore. Disubbidiremo e combatteremo questo accordo in difesa delle
libertà sindacali e di quelle dei lavoratori con tutti gli strumenti democratici
atti a rovesciarlo.
A Maurizio
Landini che ora dice no e chiede la consultazione, diciamo che se avesse detto no il 31 maggio
ed allora avesse preteso il voto dei lavoratori, che invece su quella intesa
non son stati neppure informati, a Landini diciamo che se si fosse opposto
allora oggi non saremmo a questo disastro.
In ogni caso il
gruppo dirigente della FIOM è ancora in tempo per recuperare almeno in parte
alla cantonata pazzesca che
ha preso. Invece che sospendere i congressi della
FIOM, scelta fuori dalle regole che danneggia solo
chi dissente, si dissoci dalla maggioranza della CGIL e
dal suo documento congressuale, che al primo punto mette proprio l'esaltazione
dell'accordo del 31 maggio. Landini rompa con Susanna Camusso e venga a lottare
con noi contro questo accordo e contro il modello di sindacato che propone. E
lo faccia sul serio, senza le giravolte a cui ci ha abituato da un pò di tempo in qua.
Per quanto ci
riguarda useremo tutte le assemblea congressuali dove riusciremo ad arrivare
per mettere sotto accusa il gruppo dirigente che ha firmato questa resa. Si
deve sapere che c'è chi dissente, disobbedisce e soprattutto non si arrenderà
mai.
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