domenica 5 gennaio 2014

Il ritorno della monarchia di Antonio Peduzzi


 Ecco, vogliamo dire: le primarie che hanno issato Matteo Renzi
alla guida del Pd hanno in sé un elemento di orléanismo - il che
spiega quel che con maggior precisione potremmo definire il suo stile
monarchico.



 Le famiglie regnanti nella vieille Europe hanno solitamente goduto
del consenso, del rispetto e della piaggeria dei sudditi. Consenso,
rispetto e piaggeria, beninteso, estranei alle procedure elettorali
inventate nell'Europa contemporanea.
     Per Europa contemporanea intendiamo quella che è nata il 14
luglio 1789 a Parigi nella piazza della Bastiglia.
     Ma non mancano vicende in cui il monarca è stato issato sul
trono, per così dire, dal basso: come Luigi Filippo di Orléans,
     Ecco, vogliamo dire: le primarie che hanno issato Matteo Renzi
alla guida del Pd hanno in sé un elemento di orléanismo - il che
spiega quel che con maggior precisione potremmo definire il suo stile
monarchico.
     Questo ritorno di monarchia è a nostro modo di vedere l'elemento
più profondo di quello che Mauro Calise chiamava "partito personale",
perché si tratta del punto di approdo del processo di dissoluzione
dello spirito repubblicano.
     Difatti, a guardar bene, nello stile padronale di questi signori
lo spirito repubblicano è quasi del tutto svanito, mentre il nuovo che
avanza è lo spirito monarchico - a volte non privo di qualche elemento
di cesarismo - come si vede dall'insieme: gli staff dei nuovi monarchi
sembrano corti dei miracoli, le riunioni richiamano gli arcana
imperii.

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