Una assemblea partecipata e fitta di
interventi quella di Ross@ Savona, nel corso della quale si è decisa la
costituzione di una presenza del movimento nella nostra realtà provinciale.
Il prossimo appuntamento è per il 6
Febbraio nella sede della SMS Libertà e Lavoro di Lavagnola, allo scopo di
definire la struttura organizzativa e il programma di lavoro.
Nel corso dell’assemblea, svoltasi presso
la sala chiamata della Compagnia Portuale in Piazza Pippo Rebagliati, dopo la
presentazione di Elio Pescio e la relazione svolta da Emidia
Papi (del coordinamento politico nazionale) sono intervenuti Franco Astengo,
Alessandra Perrotta, Mimmo Filippi, Furio Mocco, Vincenzo Facciolo e Angelo
Billia. Le conclusioni sono state svolte da Emidia Papi.
Di seguito una sintesi delle relazioni.
LA RELAZIONE DI EMIDIA PAPI del Coordinamento Politico
Nazionale di Ross@: “ASTENERSI PERDITEMPO”
Ross@ sta compiendo, in tempi quanto mai
difficili come quelli che stiamo attraversando, la scelta di formare un
soggetto politico.
Bisogna prendere atto del fallimento della
sinistra, compresa quella “radicale” ed intervenire sui processi fondamentali
in atto in campo politico, economico, sociale.
Emerge una incapacità complessiva di andare
ad analizzare gli elementi strutturali della fase di crisi.
Si è costituito, infatti, un polo
imperialista europeo posto sul piano della competizione globale.
Per questo motivo riteniamo necessario
lanciare qualcosa di nuovo, costruire una adeguata identità della sinistra.
Questa identità può essere costruita anche
in negativo, partendo dalla negazione dell’Unione Europea e propugnandone la
rottura.
Questa è la prima ragione costituiva di
Ross@.
Una ragione che deve essere alla base di
una proposta politica diversa dall’ideologia del pensiero unico capitalista.
Il secondo elemento sul quale far poggiare
l’identità di Ross@ riguarda il tema della democrazia rappresentativa.
Serva autonomia, sotto questo aspetto:
autonomia non soltanto finanziaria ma soprattutto posta sul terreno della
capacità di giudizio.
Una capacità di giudizio, una capacità di analisi
posta ben al di sopra dei fenomeni sovrastrutturali, ma rivolta davvero “al
cuore” delle questioni di fondo.
Siamo dentro ad una crisi simile a quella
che sortì dalla prima guerra mondiale e si trascinò fino alla seconda, passando
attraverso nascita e crescita di nazismo e fascismo.
L’Europa di oggi, quella della finanza e
dei banchieri, appare essere sul serio il soggetto gestore di questa crisi dalla
parte del capitalismo.
In Italia questo fenomeno ha assunto, in
più aspetti particolari: Napolitano, ad esempio e nel senso appena indicato (di
gestione del capitalismo) è sicuramente il più “europeo” di tutti e si è
avvalso di tutti gli strumenti disponibili, anche oltre la Costituzione, per
portare avanti questo suo ruolo come è stato nel caso sia del governo Monti,
sia del governo Letta.
L’Italia è l’unico Paese europeo (avevano
tentato in Danimarca fallendo) ad aver modificato la Costituzione introducendovi
l’obbligatorietà del pareggio di bilancio.
L’Italia è il paese delle privatizzazioni
senza senso anche dal punto di vista del rendimento finanziario, come nel caso
di grande attualità delle Poste.
L’Italia è il Paese di una filosofia “privato
è bello” arretrata e pericolosa.
Sentiamo allora il bisogno di rimboccarci
le maniche, stare in mezzo ai lavoratori e ai ceti popolari per far comprendere
loro questo stato di cose.
Serve, però, prima di tutto l’organizzazione
e la capacità di riconquistare il senso della militanza.
Si tratta di ricostituire, in tempi di
personalismo e di “un uomo solo al comando”, un pensiero ed un agire collettivo
in rapporto diretto con i soggetti sociali.
Per far questo abbiamo avviato la
costruzione di Ross@, rilanciando anche uno slogan delle origini “astenersi
perditempo”
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