L'attuazione dell'accordo di primavera firmato da CGIL, CISL,
UIL porta alla luce quanto si era cercato di nascondere sotto il tappeto, la
spazzatura che non si poteva affrontare per riconquistare l'unità nella CGIL.
La FIOM di Landini richiama all'ordine la CGIL di Susanna Camusso, il tema del
contendere è quella fondamentale, la rappresentanza, la democrazia, una testa
un voto oppure decidono certe teste?
Intanto Renzi si porta avanti col lavoro sporco, come neanche
D'Alema era riuscito a fare, rafforzando il bipolarismo e l'esclusione dei
piccoli partiti, colpevoli come l'agnello di inquinare l'acqua che scorre a
valle del lupo, dalla nota favola.
Come pubblico dipendente sostengo che dovremmo riprendere una
battaglia di identità come prestatori di servizi, per riaprire una stagione
contrattuale nel pubblico impiego, con gli stipendi fermi da 6 anni, in nome
dello stato sociale e di diritto. Per non essere stretti fra la propaganda
qualunquista e l'inutilità coatta del nostro lavoro, senza più promozione di
welfare. Solo così potremo tornare a costruire il Paese dei suoi cittadini.
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