Sono due gli
elementi da recuperare, sotto quest’aspetto : una teoria e un indirizzo
politico concreto al riguardo dei temi dell’internazionalismo e una teoria e un
indirizzo politico al riguardo della lotta di classe.
Internazionalismo
e lotta di classe, i due cardini sui quali si è basata la nostra storia e sui
quali dovrà fondarsi il nostro futuro di comunisti.
Appare
superfluo, a questo punto, tentare un bilancio dello sviluppo che nel corso
dell’anno appena passato ha avuto la gestione capitalistica della crisi in
termini di inasprimento delle condizioni materiali di vita per milioni e milioni
di persone e di restringimento nelle possibilità di esercizio della democrazia.
Questa analisi
è limitata alla situazione italiana, perché se si guarda all’Europa e al mondo
davvero lo stato di cose in atto appare del tutto disastroso all’insegna del
permanere dello stato di guerra diffusa e di privilegio da parte dei terribili
meccanismi di finanziarizzazione e privatizzazione dell’economia.
Soffermandoci
allora, dal punto di vista dell’esposizione immediata, alle vicende italiane è
il caso di segnalare soltanto come non vi siano stati consistenti progressi
nella capacità di espressione e strutturazione politica da parte di una
sinistra comunista, anticapitalista, di opposizione per l’alternativa.
Il progetto
di nuova soggettività, pur auspicato da varie parti, non ha ancora assunto la
dimensione politica necessaria per decollare.
Tralasciamo
l’analisi delle vicende relative ai congressi di Rifondazione Comunista e del
Partito dei Comunisti Italiani: in questi casi, spiccatamente nella dimensione
di Rifondazione Comunista, sono emerse tutte le difficoltà di un politicismo
senza ritorno.
Un fenomeno sviluppatosi nel corso degli anni
attorno alla triade personalizzazione/governo/movimentismo che ha ridotto il
tutto alla tattica della sopravvivenza, alla gestione del potere in sede
locale, a una sostanziale incapacità di espressione autonoma.
Nel
frattempo si è ancor più allargata la forbice tra la realtà di tantissimi
quadri militanti che hanno attuato una sorta di “scissione silenziosa” e la
realtà concreta di questi soggetti politici, al riguardo dei quali non si può
nemmeno prevedere una qualche possibilità di recupero ad una dimensione
concretamente rapportabile alla realtà dello stato di cose presenti.
L’unico
tentativo di un qualche interesse, messo in campo nel corso di questi mesi è
stato, indubbiamente, quello di Ross@: un tentativo che pur sviluppandosi tra forti
difficoltà derivanti anche dalla natura molto complessa di origine di questo
movimento e dalla situazione nella quale esso si è trovato a operare, pur
tuttavia cerca di rappresentare un filone di ricerca di una strada per
ritrovare almeno una autonomia di
espressione politica e di organizzazione sul territorio.
Vale la pena
dunque confrontarci direttamente con questa possibilità, ma nel contempo non
rinunciando a indicare una prospettiva politica compiuta, verso la quale è
necessario non dismettere la tensione e l’impegno diretto.
L’obiettivo
deve essere chiaro: quello della costruzione di un soggetto politico compiuto,
un partito organizzato.
Occorre
naturalmente tenere ben conto delle
novità suggerite dal modificarsi concreto della realtà delle relazioni
politiche e sociali introdotte specialmente dalle innovazioni tecnologiche, ma
avendo ben presente che lo sviluppo di una politica concreta e di una capacità
di aggregazione richiede quella forza di strutturazione che soltanto un partito
può fornire.
Un partito
però che abbia chiari ascendenti, radicamento e obiettivi.
Gli
ascendenti non possono che essere quelli derivanti dalla teoria, dalla storia,
dalla tradizione della sinistra comunista italiana.
Il radicamento non potrà che derivare dal
confronto diretto con la complessità delle contraddizioni sociali fra le quali
– è bene ricordarlo sempre – permane la centralità della contraddizione
principale tra sfruttati e sfruttatori .
L’obiettivo di fondo quello di ricostruire le
condizioni per far ripartire la lotta di classe in Italia, fornendo .sotto
questo aspetto anche un contributo in Europa e nel mondo.
Non si
segnalano qui, se non per un brevissimo accenno, gli obiettivi di recuperare
una rappresentanza istituzionale d’opposizione: un tema che fa parte di una
questione molto più ampia che è quella della rappresentanza politica, quella
rappresentanza politica che l’ultra-liberismo rampante oggi dominante nell’arena
politica italiana punta a cancellare pressoché definitivamente.
Questo 2014
appena cominciato dovrà essere l’anno del congresso costituente del soggetto
politico rappresentativo della Sinistra Comunista n Italia: non è il caso, in
questo momento, di delineare i dettagli (eppure proposte in questo senso sono
già state avanzate, anche sul piano del metodo) ma vale la pena invece
sviluppare, in ogni sede possibile, una proposta rivolta proprio con precisione
nella direzione appena indicata.
Un soggetto
politico, un partito, rappresentativo della storia e della realtà della
Sinistra Comunista in Italia che si misuri da subito con la necessità più
impellente: quella di rilanciare un processo di “acculturazione di massa”.
Ciò che
manca, infatti, è proprio la disponibilità di espressione e di elaborazione di
una cultura politica sulla base della quale formare i nuovi quadri militanti.
Sono due gli
elementi da recuperare, sotto quest’aspetto : una teoria e un indirizzo
politico concreto al riguardo dei temi dell’internazionalismo e una teoria e un
indirizzo politico al riguardo della lotta di classe.
Internazionalismo
e lotta di classe, i due cardini sui quali si è basata la nostra storia e sui
quali dovrà fondarsi il nostro futuro di comunisti.
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