Non è stata fatta giustizia su quella che è stata considerata la più grave sospensione dei diritti costituzionali nella storia europea del dopoguerra.
Tredici anni dopo i tragici fatti del G8 di Genova,
caratterizzati dalla “macelleria messicana” della Diaz, sono arrivati gli
arresti domiciliari (non il carcere, grazie ad un recente decreto) per alcuni
dei poliziotti spergiuri in azione in quei giorni.
Sconteranno così il resto della pena (tre anni sono stati
estinti dall’indulto) Mortola, Luperi, Gratteri, Caldarozzi (oggi uscito dalla
Polizia e responsabile della sicurezza di Unicredit), Canterini (andato in
pensione con il grado di questore), Ferri (oggi dipendente del Milan in qualità
di “tutor” di Balotelli) Ciccimarra, Dominici, Gava (che aveva testimoniato il
falso, dichiarando di aver ricevuto una coltellata), Panzieri.
Tutti condannati per i falsi e le calunnie inventati ad arte
per giustificare gli arresti di 93 manifestanti.
Non possiamo però affermare che giustizia è stata fatta: nel
frattempo sono passati 13 anni ma le ferite inferte alla verità e alla
democrazia non sono state risanate: manca la verità sulle responsabilità
politiche, sulla presenza di Fini nel forte di San Giuliano al comando dei
carabinieri in quei giorni,
Nessuno ha mai sentito la necessità di sospendere dagli
incarichi poliziotti importanti come Mortola, Luperi, Gratteri sempre promossi,
nel frattempo, a incarichi più importanti con voto bipartisan del Parlamento.
Ma il fatto più grave rimane quello relativo alla posizione
del capo della Polizia Gianni de Gennaro (incarico ricoperto con il
centrodestra e il centrosinistra) entrato ancora adesso nel gioco delle nomine
ministeriali come scrive proprio il Fatto Quotidiano oggi: L’unica vera
novità di questa tornata di nomine è stata l’arrivo di Gianni De Gennaro come
presidente di Finmeccanica. Ma l’ex superpoliziotto ed ex capo dei servizi
segreti si è conquistato la poltrona più per la sua rete di conoscenze,
relazioni e potere che per competenza tecnica nel settore della difesa.”
Non è stata fatta giustizia su quella che è stata considerata
la più grave sospensione dei diritti costituzionali nella storia europea del
dopoguerra.
Ancora una volta il buco nero è stato rappresentato, però,
dalla politica.
Nessun commento:
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie