La sentenza n.1/2014 della Corte Costituzionale che ha
dichiarato illegittime le parti
fondamentali della legge elettorale sancisce di fatto un deficit democratico
che ha caratterizzato il sistema politico italiano per molti anni.
In due passaggi la sentenza della Corte, da questo punto di
vista, risulta assolutamente esplicita: laddove si scrive di “rovesciamento
della ratio della formula elettorale prescelta dallo stesso legislatore del
2005, che è quella di assicurare la rappresentatività parlamentare” e più avanti “…determina una compressione
della funzione legislativa dell’assemblea, nonché dell’eguale diritto di voto,
eccessiva e tale da produrre un’alterazione profonda della composizione della
rappresentanza democratica, sulla quale si fonda l’intera architettura dell’ordinamento
costituzionale vigente”.
Come negare, allora, il “deficit democratico” tanto più che la validità di questo
Parlamento è assicurata soltanto dal “principio fondamentale della continuità
dello Stato”.
La sentenza della Corte inoltre disegna un sistema
elettorale assolutamente praticabile nell’immediato. Un sistema elettorale
proporzionale che, utilizzato subito, potrebbe contribuire a recuperare almeno
in parte un dato di legittimità istituzionale che tutti i soggetti attualmente
in campo non possiedono almeno nella misura sufficiente per considerarsi
rappresentativi e abilitati a governare, tanto più con l’intenzione di mettere
mano alla Carta costituzionale per
manometterla in senso presidenzialista e
di limitazione proprio del principio fondamentale della rappresentanza
politica, sacrificandola nei riguardi della personalizzazione e di un astratto
concetto di governabilità.
Per queste ragioni riteniamo che la sola strada possibile
costituzionalmente e legittimamente praticabile per corrispondere davvero alla
sentenza in questione, sia quella di ritornare al voto subito utilizzando il
sistema elettorale proporzionale, in favore del quale continuiamo a ritenere
dovrebbe essere sviluppato un vero e proprio movimento politico di affermazione
democratica.
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