mercoledì 2 gennaio 2013

RIFLESSIONI E TIMORI DI UN MILITANTE di Andrea Parmeggiani



Condivido le paure espresse da Adriano Ottaviani. Tuttavia credo che quanto sta avvenendo sia frutto del momento in cui ci troviamo. Un momento di grande crisi della politica, un momento di transizione dove le grandi ideologie del passato sembrano svanire, anche se sono più attuali che mai.

 La sinistra ha perso la bussola, si potrebbe dire, ma la destra quale è oggi? La destra è Monti, anche egli ha presentato un suo vademecum "L'Agenda Monti" dicendo o prendere o lasciare e le liste le decido io. Una versione ambigua di fascismo dal volto pulito, perchè vogliamo o no identificare le imposizioni dei tecnocrati agli stati nazione come imposizioni fasciste che avranno come unica conseguenza la depressione economica e la nascita di nuovi schiavi "democratici" nel sud Europa per far fronte ad una globalizzazione della povertà nella quale si è obbligati ad accettare un lavoro con un salario da fame? Fiscal compact, bilancio in pareggio, privatizzazioni, taglio dello stato sociale. Legandomi a quanto dice Carlo, siamo tutti narcotizzati, soprattutto dagli eventi. Il nemico della sinistra, e a parer mio dei cittadini,agisce molto rapidamente e possiede tutti i mezzi per orientare l'opinione pubblica, tanto che il risultato delle primarie del centrosinistra corrisponde alle percentuali di apparizione dei vari candidati in TV. La vita di milioni di persone si decide infine in luoghi dove la democrazia non esiste, e a volte molto distanti dai parlamenti sulla base degli interessi di pochi. Ora io provengo dai Verdi, oggi milito in Sel nonostante sia molto critico rispetto ad alcune scelte e sono molto vicino alla posizione assunta da Alfonso Gianni.
Però penso a quando Sel è nata, ed allo spirito con il quale sia Vendola in Rifondazione sia Grazia Francescato nei Verdi la proposero come via unitaria ai rispettivi partiti che oggi ho visto partecipare agli arancioni. Ci furono levate di scudi da parte di Ferrero e Bonelli e le mozioni congressuali che rappresentavano che hanno poi prevalso (per poco) ai congressi di Rif e dei Verdi. Salvo oggi rendersi conto che l'assenza dal parlamento vuol dire esclusione dal pubblico dibattito, e rendersi anche conto che con i numeri che ogni partitino porta con se non si fa niente se non testimonianza. Oggi se avesse prevalso il senso unitario Sel sarebbe cosa diversa e magari avrebbe perso una strada differente rispetto alle decisioni prese oggi. Quello era a parer mio il percorso unitario corretto, anche se non definitivo, perchè la storia non si cambia in un giorno. Oggi Sel probabilmente entrerà in parlamento, ma se rispetta i patti economici presi con il PD (ha ceduto su tutta la linea economica in cambio dei diritti civili), perde l'anima di sinistra. Oggi però è fondamentale essere in parlamento per poter cambiare qualcosa, o almeno tentare di farlo. Negli ultimi 5 anni, senza la sinistra in parlamento, sono state fatte tra le peggiori porcate della repubblica italiana. Possiamo continuare a permettercelo?
Pur non essendo concorde appieno con le scelte prese dal gruppo dirigente di Sel per le ultime vicende, continuo a pensare che sia Sel la possibile soluzione dove nessuno impone vademecum e coloro che entrano possono contribuire in qualche modo a determinarne la linea politica, L'errore che si sta facendo di ulteriore frammentazione svuota la possibilità di una reale svolta democatica allo stato di crisi che ancor prima di essere economica è una crisi sociale.


1 commento:

PERCHE' LA SINISTRA D'ALTERNATIVA RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO ha detto...

Mi spiace Andrea ma non sono d'accordo , le tue argomentazioni su SEL non colgono il punto essenziale : SEL è alleata di un partito che propone e vota le peggiori politiche liberiste , arrivando con il pareggio di bilancio e con il fiscal compact a programmare - e sottolineo programmare - lo "snellimento" drammatico dei servizi pubblici.
E perché ?
Perché il capitale non trova altra ricetta che togliere ai poveri per donare ai ricchi, in una folle corsa verso il baratro.
Ora converrai con me che questo strapotere, questo dominio dei ceti forti sui deboli è l'ossatura, il nocciolo di ogni regime fascista, e SEL è quindi alleata di una forza para-fascista.
Intendiamoci, il PD non è un partito razzista, né un partito omofobo, né un partito antisemita, manca quindi dei tratti tradizionali del partiti fascisti, ma per tutto il resto è di destra, perché chi propugna o ammette o anche solo sopporta consenziente il dominio dei pochi sui molti è di destra.
Vedi Andrea c'è un altro punto che ti sfugge, non solo SEL è alleata di un partito di-fatto-di-destra, non solo ne rafforza quindi l'azione politica, ma così facendo viene a coprire "da sinistra" queste politiche partecipando al gigantesco inganno di massa in atto , l'inganno della "crisi economica" che in realtà altro non è che una guerra del capitale contro il genere umano.
Questa è per me la cosa più grave, SEL così facendo sta legittimando le politiche del PD agli occhi delle fasce politicamente orientate a sinistra .
Anche la tua argomentazione che il tutto sarebbe giustificato dall'importanza di avere un posto in parlamento mi sembra paradossale : a che mi serve un altro partitino moderato in parlamento ? Ma SEL non ha firmato la carta d'intenti con il PD ?
O forse l'ha firmata incrociando le dita dietro la schiena ?


ANDREA OTTAVIANI

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