Non nascondiamoci il fatto che sul
tavolo delle candidature della Lista Ingroia ci sono molti problemi
Per più di
un mese abbiamo assistito al braccio di ferro fra partiti e esponenti della
cosiddetta società civile, un concetto molto problematico, calato in un progetto
politico che non ha avuto finora molto tempo per svilupparsi. Se a tutto ciò
aggiungiamo la tendenza a dare alla "società civile" spazi nelle liste che mai
aveva avuto prima, sottraendoli alle tradizionali 'quote' dei partiti, ecco che
si comprende facilmente che tutti i partiti si dimostrano insoddisfatti del loro
"avere" che stanno conseguendo, con contraccolpi e mal di pancia che si
riflettono sulle rispettive "basi".
Io non capisco come mai non si sia
ancora parlato di un metodo che potrebbe certamente stemperare i malumori dei
partiti, così come quelli della "società civile", e come mai non si cerchi di
accontentare un po' tutti, anche le formazioni minori che stanno affluendo al
Polo del pm palermitano e che, più o meno legittimamente, anelano anch'essi a
qualche piccolo spazio, stando alle spalle delle cinque forze politiche che
aderiscono ufficialmente alla Lista Ingroia (Movimento Arancione,. IDV, PRC,
PDCI, Verdi).
Si tratterebbe di andare indietro
nel tempo di qualche decennio e di ricordarsi quello che è noto come il metodo
dei Radicali, molto adoperato negli anni '70 ed anche successivamente; la
staffetta.
I Radicali eleggevano, per esempio,
solo quattro deputati? Bene, trovavano il modo di mandarne otto di loro in
Parlamento con la rotazione programmata.
Il metodo avrebbe, nel caso della
Lista Ingroia, anche un altro indubbio effetto benefico; impedirebbe che quello
che ambisce a presentarsi come il Polo Anticasta (in concorrenza con i grillini)
possa rivelarsi come l'incubatore di una ulteriore Casta di inamovibili.
La coalizione Ingroia quindi
aumenterebbe notevolmente la sua credibilità di forza di autentico rinnovamento
democratico e magari non avrebbe più tanto bisogno di accentuare la retorica, a
volte davvero fastidiosa, della "società civile", sempre buona per definizione,
un residuo di una concezione ingenua della società la cui origine risale a
Rousseau e ad Hegel.
Pino A. Quartana
Presidente nazionale del
Nuovo Partito d'Azione - Roma
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