Non so se sono influenzata dagli amici
francesi con i quali passo da 15 anni circa il Capodanno, e quindi che
conoscono bene anche la situazione italiana, ma il dibattito che si sta
svolgendo intorno al cosiddetto IV polo è davvero scoraggiante. E poco
comprensibile.
Molti
dirigenti sindacali di ogni livello e molti lavoratori non rassegnati
all'astensione fanno riferimento in forma sempre meno strutturata a forze come
il "movimento per il Partito del Lavoro" o SeL che cercano, potremmo
dire, di sperare o di illudersi che stando dentro ll CS che aspira e che
certamente potrà governare saranno in grado di spostare a sinistra l'asse del
governo.Il più significativo intervento in questo senso è quello che circola di
circa due mesi, di Luigi Vinci che in base alla sua lunga esperienza sostiene
che sia ancora possibile spostare quest'asse anche a proposito degli equilibri
europei: fiscal compact, funzione della BCE.
Ora: non c'è
dubbio che quando Ferrero afferma di essere in linea col Pci che governava
dall'opposizione non sappia nemmeno quello che si dice tanto diverse sono le
situazioni: politica, istituzionale, sociale. Buona, buonissima parte degli
iscritti e militanti della CGIL hanno una profonda sfiducia nel PD ma non se ne
staccano o al massimo guardano a SeL nella convinzione - esatta - che oggi
proprio a causa del peso delle istituzioni europee si difendono le condizioni
dei lavoratori e dei precari da posizioni di governo. C'è poi una disistima nei
nostri - di Rifo - confronti provocata dalla litigiosità, dalle scissioni ecc.
che mi ha fatto dire spesso che siamo in un cul de sac. Infatti un peso
elettorale autonomo potrebbe influenzare forse le posizioni del CS e non ne
siamo evidentemente in grado.
A questo
punto emergono i percorsi di Cambiare si può e di Rivoluzione civile. Ognuno di
essi ha qualche preoccupazione in comune ma nessuno coincide col problema che
ho esposto: una sinistra di classe che contribuisca alla rinascita di una seria
e grande esperienza laburista conflittuale. I primi con la loro ossessione
democraticistica e la ridicola pretesa che alcuni intellettuali siano più
rappresentativi di alcuni dirigenti di partito (chissà perché?) rispetto alla
sofferenza sociale. I secondi: non ho bisogno di indicarne i limiti che sono
evidenti a tutti i frequentatori di questo blog.
Ma che ci
siano persone che come prima di Giolitti preferiscano il notabilato (magari di
estrema sinistra) alle organizzazioni politiche e che su questa base pretendano
di condizionare un intero processo è il segno evidente di una deriva che forse
fa parte del "caso italiano".
Ho
partecipato all'assemblea di Cambiare si può e ho proposto nel mio intervento
l'assemblea auto convocata di esponenti delle RSU del pubblico e del privato.
Applausi,come sempre, e come sempre nessuno mostra di volerne fare niente.
Sarebbe stata, come la vostra proposta con cui converge, l'inizio di un
percorso che non poteva che essere lungo e non ci avrebbe permesso di
partecipare alle elezioni. Ma avrebbe potuto rappresentare una promessa
d'avvenire.
Personalmente
ho votato si alla consultazione"di Ingroia" per una lista aperta
anche ai segretari di partito, ma con poco entusiasmo poiché la maggioranza dei
compagni e amici con i quali condivido tante battaglie e tanti valori voterà CS
con le speranze che ho esposto sopra e tantissimi aspetti della lista
"Rivoluzione civile" rischiano di non raggiungere il quorum senza
nemmeno preservare aspetti della nostra cultura, per il futuro. Particolarmente
lucido invece mi sembra l'intervento di Alfonso Gianni, uno dei pochissimi a
vedere quanto spesso la parola d'ordine del salario di sussistenza sia
compatibile con le idee e le pratiche di coloro che - da Friedmann a Ichino si
parva licet... - vogliono togliersi di torno lil rischio rappresentato
dalla piena occupazione sul piano dei rapporti di forza capitalistici.
Purtroppo anche Alfonso non è in grado di fornire indicazioni per il presente
immediato...
Mi
piacerebbe che reagiste a questo mio scoramento e diceste "la
vostra".
1 commento:
mi autocommento: i sondaggi più recenti danno la cosiddetta lista "Ingroia" di Rivoluzione Civile addirittura a due cifre e SeL in caduta. Dovrei esserne lieta ma quello che mi inquieta comunque è la volatilità del consenso, che del resto non può che essere tale di fronte a partiti fluidi e inesistenti...
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