martedì 1 gennaio 2013

BLOG E LABORATORIO POLITICO di Franco Astengo



Riaprire una discussione di fondo nella sinistra italiana d’alternativa, sui temi che ci appaiono quelli che sono stati più trascurati nel corso di questi anni dalla proiezione internazionale, alla collocazione della contraddizione di classe all’interno del modificarsi della “questione politica”, alla possibilità di strutturare un’adeguata soggettività.

Qualche mese fa ci siamo ritrovati a discutere circa la possibilità che la sinistra (più o meno d’alternativa) potesse ritrovare, come pensavamo importante, un posto anche in Parlamento, dopo la clamorosa sconfitta dell’Arcobaleno nel 2008.
Abbiamo elaborato un appello, che rimane alla base del nostro lavoro, chiedendo che ciascheduno dei soggetti si mettesse a disposizione, con la propria identità e le proprie forze, per un progetto di lista comune all’interno della quale sarebbe stata possibile la presenza di tutte le soggettività: avevamo anche, in una qualche misura rinunciato a definire i tratti di un programma comune.
Sarebbero bastati pochi punti legati attorno al necessario ruolo di opposizione che sarebbe stato necessario sostenere e all’obiettivo dichiarato: quello appunto del rientro in Parlamento.
Per dare maggiore forza a questa nostra iniziativa abbiamo così aperto un blog dal titolo “PERCHE’ LA SINISTRA D’ALTERNATIVA RIENTRI NEL PARLAMENTO ITALIANO” avviando una discussione alla quale stanno partecipando con loro interventi, seguendo anche il filo dell’attualità, compagne e compagni di diversa provenienza politica e geografica.
La vicenda della presentazione elettorale della Sinistra d’Alternativa ha seguito, invece, strade tortuose che, in questo momento, paiono, approdate a questa ipotesi di lista presentata dall’ex-magistrato Ingroia con l’appoggio del Sindaco di Napoli e quello di Palermo e la partecipazione di IDV, PRC, PdCI, Verdi oltre a diverse realtà di movimento e che ha messo in grande ambasce quel soggetto anomalo rappresentato da “Cambiare si può” (in parte derivazione di ALBA e in parte composto da militanti di partito, in particolare il PRC), che abbiamo seguito direttamente in alcune occasioni, e che oggi pare essersi in parte sfilato dalla proposta di lista così come questa sta configurandosi, in particolare in quello che è il gruppo dirigente di ALBA che pensava a un’azione di ben più radicale rinnovamento nella formazione delle liste, rispetto essenzialmente ai rappresentanti dei vertici di partito.
Abbiamo descritto schematicamente questo percorso al quale dedicheremo ancora il massimo dell’attenzione, pur giudicandolo lontano da quello ipotizzato dal nostro Appello che, pure, riteniamo avrebbe potuto essere considerato praticabile se soltanto i soggetti politici fossero riusciti a dimostrare capacità d’iniziativa autonoma, sia sul piano del progetto, sia su quello dell’organizzazione. In assenza di ciò è stato evidente che l’egemonia è passata in altre mani, non particolarmente definibili – appunto – come appartenenti alla sinistra d’alternativa.
Contemporaneamente allo sviluppo del dibattito attraverso il blog, abbiamo ritenuto importante cercare anche una via di aggregazione diretta per compagne e compagni pur appartenenti a soggetti diversi o ad alcun soggetto, proprio per recuperare quella volontà di dibattito immediato che appare essere stata messa in un canto per privilegiare altre forme di presunta “partecipazione”: dalle primarie, al seguire semplicemente una leadership personalistica.
Attraverso il blog abbiamo così realizzato un primo incontro nel corso del quale è emersa l’idea di costruire un “Laboratorio politico per la Sinistra d’Alternativa”, un luogo aperto alla discussione su diversi temi che abbia al centro, però, le coordinate di fondo sulle quali proprio un soggetto d’alternativa dovrebbe essere capace di agire in questa società.
Un modello che, attraverso un primo documento, leggibile appunto sul nostro blog abbiamo offerto anche ad altre realtà con l’intento, sicuramente ambizioso, di realizzare, in tempi opportuni e svanita la “congestione” elettorale, anche incontri a livello nazionale.
Abbiamo esclusivamente, in questa occasione, parlato di metodo allo scopo di riassumere i tratti salienti di questa nostra attività, che non può essere sostitutiva di altre, ma che intendiamo possa attivare forze e soggetti che sentono il peso di un ritardo culturale e programmatico, di un’assenza di obiettivi e di riferimenti strutturati.
Pensiamo dunque sia il caso di andare avanti, affrontando anche temi specifici, ma soprattutto misurandosi con la necessità di un grande disegno di rilancio della sinistra d’alternativa in Italia: una sinistra d’alternativa fondata sulla memoria e l’identità del movimento operaio, sull’intreccio delle contraddizioni sociali materialiste e post-materialiste, sul rilancio della Costituzione quale “programma minimo”, sulla affermazione della centralità del Parlamento con il sistema elettorale proporzionale come riferimento sul terreno nel prevalere del concetto di rappresentatività su quello di una governabilità , sull’idea del soggetto politico come comunità attiva, strutturata, in grado di sviluppare azioni e idee collettive, in contrapposizione netta con quel personalismo che continuiamo a giudicare un elemento di grave danno, non solo per la sinistra, ma per l’intero sistema.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Chiedo a compagne e compagni se ritenete un errore apparentare una lista della "SINISTRA d'ALTERNATIVA" al centrosinistra di Bersani.
La legge elettorale purtroppo obbliga agli apparentamenti perchè la coalizione più votata (non quella più forte o gradita!) anche con un solo voto in più si porta a casa il 55% dei seggi alla Camera e nelle regioni dove prevale per il Senato.
E' una legge schifosa ma con questa dobbiamo fare i conti per cui io chiedo un apparentamento tra il centrosinistra e la lista INGROIA (pessima scelta quella di inserire il nome del capo nel solco della personalizzazione che abbiamo subito negli ultimi 20 anni) e se Ingroia persiste nelle sue polemiche e scontri frontali non credete che è il caso di operare senza Ingroia?

Gino Di Maro
Socialista aderente al Gruppo di Volpedo
gidm@libero.it

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