venerdì 7 febbraio 2014

A NOVANT'ANNI DAL PRIMO NUMERO DELL' "UNITA'" giornale degli operai e dei contadini: LA VIA MAESTRA di Antonio Gramsci




Pubblichiamo di seguito alcuni passaggi dell’editoriale scritto da Antonio Gramsci nell’occasione dell’uscita del primo numero dell’Unità il 12 Febbraio 1924, novant’anni fa. Non si tratta, a nostro giudizio, del pur doveroso omaggio ad un momento fondamentale nella storia dei comunisti italiani  ma di tentare anche una riflessione d’attualità sull’esigenza di analizzare in profondità le cause della sconfitta di oggi.


LA VIA MAESTRA                           

La tragica esperienza compiuta dagli operai e dai contadini d’Italia in questi ultimi anni non deve andare perduta, ma può costituire anzi la taglia che hanno pagato e pagano per raggiungere la capacità politica necessaria per portare a termine lo sviluppo della loro rivoluzione.

Il martirio subito può passare all’attivo della classe proletaria se si potranno debellare le divisioni che hanno fatto segnare il passo negli anni 1919-1925.

Bisognerà così impedire che il fascismo come già la guerra mondiale passi senza aver trasformato lo spirito della masse, se occorre che sotto l’aspetto della sofferenza e dell’anelito della riscossa le coscienze siano completamente formate…

…Il nostro giornale si propone a tale scopo di sondare metodicamente le cause che hanno piegato i lavoratori sotto il peso di una gravissima sconfitta e di farne pesare l’esperienza nella loro vita militante..

…Noi crediamo che solo la lotta di classe, la lotta del proletariato contro il capitalisti, sia quella capace di battere il fascismo..

…tale lotta non vive alla giornata…

… quello che oggi si costruisce anche alla luce del lavoro di domani sarà fatto perché  i lavoratori italiani troveranno in esso i quadri efficienti della milizia, cui la loro esperienza di classe imperiosamente li richiama.

1 commento:

roberto grienti ha detto...

che fine penosa che ha fatto l'unità, da giornale degli operai e dei contadini, a fogliaccio dei padroni!

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