Ieri ho trovato nuove
notizie allarmistiche sul bilancio dell'INPS: 14,4 miliardi di
deficit nel 2013 e quasi 12 mld. di deficit previsti per il 2014.
Mi permetto di ricordare
che il bilancio reale dell'INPS è attivo dal 1998. Lo
sappiamo grazie alla meritoria opera (unica per quanto ne so) di F.R.
Pizzuti che cura da tempo, annualmente, la pubblicazione di un
“Rapporto sullo Stato sociale”, insieme al Dipartimento di
Economia e Diritto della “Sapienza”, Università di Roma.
Cosa intendo per
bilancio reale?
Intendo il risultato
ufficiale di bilancio dell'INPS, depurato delle anomalie italiane che
vengono pervicacemente mantenute in vita per occultare il fatto che
l'INPS (quindi i contributi versati dai lavoratori) finanzia lo
Stato, anziché, come si vuol far credere, pesare sul suo bilancio.
La prima anomalia è
costituita dal mantenimento in carico all'INPS di spese assistenziali
che sarebbero di competenza dello Stato. Si tratta di una realtà
talmente inconfutabile che ben due leggi (una del 1989 e la
famigerata legge Dini del 1995) prevedono la separazione delle spese
previdenziali da quelle assistenziali. Non deve stupire che siano
restate lettera morta: fa troppo comodo mantenere (formalmente) in
deficit il bilancio dell'INPS e non a caso questo è stato uno dei
cavalli di battaglia dei taglia-pensioni che si sono succeduti dal
1992 in avanti.
La seconda anomalia è
che le spese per le pensioni sono computate al lordo della tassazione
IRPEF (ad esempio, in Germania sono messe a bilancio le spese per le
pensioni nette).
Quindi, per arrivare
al bilancio reale dell'INPS occorre
sottrarre al deficit, immancabilmente denunciato dai dati ufficiali,
la spesa assistenziale (che sarebbe di competenza dello Stato) e le
trattenute IRPEF effettuate dall'INPS, per conto dell'Erario, che
certo non escono dalle casse dell'istituto previdenziale a favore dei
pensionati, ma vanno a far crescere le entrate fiscali dello Stato.
Un esempio concreto
lo possiamo trarre dal “Rapporto sullo Stato sociale 2013” (ed.
Simone, Napoli, 2013, € 29), con riferimento alla tabella 4.1 (pag.
243). I dati più recenti sono riferiti al 2011. In quell'anno il
bilancio dell'INPS presentava la seguente situazione:
Spesa
complessiva................. 238,319 mld.
Entrate
contributive............... 188,121 “
Deficit
…............................. .. -50,198 “
Abbiamo
visto però che le Spese GIAS
(Gestione interventi assistenziali) dovrebbero essere a carico dello
Stato. Esse, nel 2011, ammontarono a 33,710 mld., quindi, togliendo
questa cifra dal deficit formale, il deficit residuo
diventa pari a -16,488 mld.. Il che sembrerebbe significare la
necessità, per lo Stato, di intervenire a sostegno dell'INPS per
quella cifra.
Ma
le trattenute IRPEF sulle
pensioni ammontarono a 40,512 mld., quindi, in realtà lo
Stato incamerò dalla gestione INPS 2011 la differenza tra le
trattenute incassate e il supposto deficit:
40,512
– 16,488 = 24,024 mld.
Insomma,
nel solo 2011, lo Stato è stato finanziato dai contributi
previdenziali dei lavoratori per ben 24 mld.
E'
solo un esempio dell'insopportabile regime manipolatorio che ci
ammorba ogni giorno.
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