martedì 25 febbraio 2014

L’INGIUSTA DETENZIONE di Giulio Petrilli e Marcello Pesarini





Siamo stati fra i promotori della campagna per l'estensione del risarcimento dell'ingiusta detenzione. Salutiamo con soddisfazione la sentenza della Corte Costituzionale che boccia la normativa che equipara droghe leggere a droghe pesanti.
 
 Allo stesso momento esprimiamo il nostro rammarico rivolto alle 10.000 persone detenute ad oggi a causa di questo assurdo giudiziario voluto nel 2006 dall'ennesima associazione negativa fra securitarismo e bisogno di facciata rispettabile, a ridosso delle Olimpiadi invernali di Torino.
Il rammarico nei confronti degli ingiustamente detenuti, la cui scarcerazione da alcuni sbandierata, è da sottoporre alla revisione dei processi, ci ricollega alla lunga battaglia da noi iniziata attorno al 2010. A partire dal 2011 abbiamo raccolto firme  per estendere i benefici anche ai condannati che  avevano ricevuto la revisione della condanna prima del 1989, anno dell'entrata in vigore della legge sul risarcimento dell'ingiusta detenzione. Ci sono due milioni e mezzo di persone che sono state vittime di errori giudiziari dal 1945 al 1989 che non possono chiedere risarcimento.
Quando la nostra battaglia, condotta con l'appoggio di centinaia di personaggi della società civile, dell'associazionismo, del mondo della giustizia, sulla spinta di una proposta di legge dei Radicali all'interno del PD, diede un primo risultato con l'inserimento di un emendamento nella finanziaria 2012, pochi furono gli ex detenuti che poterono usufruirne.
Al di là dei titoli roboanti dei giornali, sono molti gli ostacoli in Italia per poter godere di un diritto riconosciuto dalla legge. Cinquantamila persone  ingiustamente detenute non hanno ricevuto il risarcimento perchè ritenuti aver frequentato cattive compagnie.
Assolti ma ugualmente colpevoli.Se si è incappati in condanna per motivi ideologici, e negli anni 70 ce n'è per tutti, sta al Magistrato decidere se si è pentiti oltre che assolti, oppure si continuano a frequentare ambienti pericolosi.
Chiediamo alla società civile, ai democratici ed al mondo dell'associazionismo di riprendere la mobilitazione anche per tematiche come il risarcimento dell'ingiusta detenzione, ed a proseguire la campagna per amnistia ed indulto.
“Nessuno ci toglierà il freddo patito ingiustamente dalle ossa, chiediamo quella rifusione per poter riaffrontare la libertà restituita in ritardo”


Nessun commento:

Posta un commento

La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie