Siamo stati fra i promotori della campagna per l'estensione
del risarcimento dell'ingiusta detenzione. Salutiamo con soddisfazione la
sentenza della Corte Costituzionale che boccia la normativa che equipara droghe
leggere a droghe pesanti.
Allo stesso momento esprimiamo il nostro rammarico
rivolto alle 10.000 persone detenute ad oggi a causa di questo assurdo
giudiziario voluto nel 2006 dall'ennesima associazione negativa fra
securitarismo e bisogno di facciata rispettabile, a ridosso delle Olimpiadi
invernali di Torino.
Il rammarico nei confronti degli ingiustamente detenuti, la
cui scarcerazione da alcuni sbandierata, è da sottoporre alla revisione dei
processi, ci ricollega alla lunga battaglia da noi iniziata attorno al 2010. A
partire dal 2011 abbiamo raccolto firme
per estendere i benefici anche ai condannati che avevano ricevuto la revisione della condanna
prima del 1989, anno dell'entrata in vigore della legge sul risarcimento
dell'ingiusta detenzione. Ci sono due milioni e mezzo di persone che sono state
vittime di errori giudiziari dal 1945 al 1989 che non possono chiedere
risarcimento.
Quando la nostra battaglia, condotta con l'appoggio di
centinaia di personaggi della società civile, dell'associazionismo, del mondo
della giustizia, sulla spinta di una proposta di legge dei Radicali all'interno
del PD, diede un primo risultato con l'inserimento di un emendamento nella
finanziaria 2012, pochi furono gli ex detenuti che poterono usufruirne.
Al di là dei titoli roboanti dei giornali, sono molti gli
ostacoli in Italia per poter godere di un diritto riconosciuto dalla legge.
Cinquantamila persone ingiustamente
detenute non hanno ricevuto il risarcimento perchè ritenuti aver frequentato
cattive compagnie.
Assolti ma ugualmente colpevoli.Se si è incappati in condanna
per motivi ideologici, e negli anni 70 ce n'è per tutti, sta al Magistrato
decidere se si è pentiti oltre che assolti, oppure si continuano a frequentare
ambienti pericolosi.
Chiediamo alla società civile, ai democratici ed al mondo
dell'associazionismo di riprendere la mobilitazione anche per tematiche come il
risarcimento dell'ingiusta detenzione, ed a proseguire la campagna per amnistia
ed indulto.
“Nessuno ci toglierà il freddo patito ingiustamente dalle
ossa, chiediamo quella rifusione per poter riaffrontare la libertà restituita
in ritardo”
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