martedì 16 settembre 2014

RENZI ALLA CAMERA: UN DISCORSO DA DITTATURA (la notizia dal sito del Fatto Quotidiano) Commento di Franco Astengo

Non è stato un semplice spot pubblicitario il discorso di Matteo Renzi questa mattina alla Camera per presentare i cosiddetti "Millegiorni".

E nemmeno l'ennesima dimostrazione dell'ormai celebre "annuncite".

E' stato un discorso "da dittatura": prima di tutto per l'aria da ultima spiaggia o da dopo di noi il diluvio tipica delle situazioni a "comando unico" di una sorta di nuovo Re Sole.

 Renzi presenta “Millegiorni”: “Avvisi garanzia non cambiano politica del Paese”

In secondo luogo, dispregiando la Costituzione, Renzi ha affermato che saranno le Camere a decidere se mandare o no tutti a casa: la Costituzione, invece, prevede che sia votata la sfiducia al Governo e che sia poi il Presidente della Repubblica, constatata l'impossibilità di un'altra maggioranza, a decidere lo scioglimento delle Camere.

 

In terzo luogo l'idea che in questi venti anni ci sia stato uno "scontro ideologico" tra la Magistratura e la Politica. Se il tema era quello del superamento del "berlusconismo" c'è da ricordare che questo poteva essere superato proprio da una regolare sentenza passata in giudicato (salvo ripescaggi attraverso il "Patto del Nazareno).

Discorsi gravi questi del Presidente del Consiglio e Segretario del PD che ha agito davvero nel senso dell'autoproclamarsi "Partito della Nazione".

Al di là del merito dei provvedimenti annunciati, tutti in chiave iperliberista, il clima complessiva appare essere quello di un ulteriore restringimento dei margini del dibattito demoratico in una dimensione davvero pericolosa.

Urge opposizione non di facciata ma di "sistema" riproponendo la centralità del Parlamento, il rispetto e l'applicazione della Costituzione, il mantenimento della necessaria tripartizione dei poteri, la pluralità della rappresentanza politica.

La crisi della democrazia italiana va assunta come centrale intrecciando strettamente le questioni di carattere costituzionale e istituzionale con i temi economici (i dati peggiorano di ora, in ora) e sociali.

 

Renzi presenta “Millegiorni”: “Avvisi garanzia non cambiano politica del Paese”

Il presidente del Consiglio con un'informativa urgente presenta il suo piano a Montecitorio. Rivendica i risultati ottenuti e annuncia interventi su giustizia, legge elettorale e jobs act ("Anche con provvedimenti d'urgenza se necessario). Prende le difese dell'amministratore delegato Eni indagato per corruzione


Già fatto o si farà. “Anche se i professionisti del commento vi raccontano altro”. Il Matteo Renzi che solo il primo settembre rinnegava “l’annuncite”, annuncia il piano dei Millegiorni in Parlamento: rivendica i suoi risultati davanti alla platea sempre più ampia degli scettici e dà la colpa a chi non ne parla. E soprattutto sceglie la difesa di Antonio Descalzi, amministratore delegato Eni indagato per corruzione: “Chiamatela svolta per un Paese civile“, dice, “ma noi non permettiamo a un avviso di garanzia citofonato sui giornali o a uno scoop di cambiare la politica industriale nazionale”. Ma non solo Descalzi, nelle sue parole c’è il sostegno implicito anche per Stefano Bonaccini, candidato alle primarie per la presidenza della Regione Emilia Romagna e indagato per l’inchiesta spese pazze: “L’avviso di garanzia non sia un vulnus della carriera politica“. Recessione, prospettive di crescita azzerate e i consumi delle famiglie sempre più in basso? Il presidente del Consiglio dice che “l’Italia ha interrotto la caduta”, che sul “Jobs act” è pronto a tutto, “anche a provvedimenti d’urgenza per intervenire in un mondo del lavoro dove regna l’apartheid”.Il resto è uno scadenzario, di intenti e promesse. Parte dai numeri: “L’Italia ha interrotto la caduta. Ma non basta”. Matteo Renzi che da giorni dice non si farà dettare le riforme dall’Europa o spaventare dalla situazione economica, questa volta cerca di convincere il Parlamento. ”L’Italia è Paese eccezionale”, dice, “ma che non deve accontentarsi. E questa è la nostra ultima chance”. Elenca poi i punti su cui l’esecutivo vuole puntare: dall’abolizione del bicameralismo perfetto alla nuova legge elettorale fino a riforma della pubblica amministrazione e giustizia. “Noi siamo con Italia che si spezza la schiena e non con i professionisti della tartina e presunti esperti che non hanno previsto la crisi e hanno poi sbagliato a dare le risposte e ora con sicumera spiegano cosa dovremmo fare”. Il Pd applaude in piedi alla fine del discorso. La Lega Nord contesta e alza cartelli per parlare del Veneto: “Il futuro della Regione nelle mani dei veneti”. Critiche dal Movimento 5 stelle: “Qual è il senso di questa pagliacciata?”. Duro attacco anche da Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia: “Dove sono finiti i provvedimenti economici? Dov’è finito l’Italicum?”.
CRONACA ORA PER ORA
12.30 – Alfano: “Renzi coraggioso su giustizia e lavoro”“Su giustizia e lavoro Renzi coraggioso e riformatore. Solo un governo con dentro il Nuovo Centrodestra può e potrà realizzare queste svolte”. Lo sottolinea il leader Ncd e ministro dell’Interno, Angelino Alfano.
12.15 – Scelta civica: “Ok riforme, ma ora economia”“Il nostro ruolo è essenziale nella maggioranza: noi siamo solo orientati a dare un contributo per cambiare il Paese”. Lo ha detto nell’Aula della Camera Andrea Mazziotti dopo la informativa del presidente del Consiglio Matteo Renzi.“Abbiamo sostenuto tutte le riforme. Ma ora occupiamoci degli interventi per l’economia. Per fare le riforme, di giorni ne bastano cento e non mille”, ha concluso Mazziotti.
11.50 – Brunetta: “Che fine ha fatto l’Italicum? Dove sono i provvedimenti economici?”L’attacco sui temi economici e sui “troppi annunci” del presidente del Consiglio arriva dal capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta: “Dov’è finita la riforma elettorale consegnata da quest’aula dopo un ‘fate presto fate presto fate presto’? Insabbiata, spiaggiata. Lei ha sbagliato le priorità, rilancia continuamente. Oggi ci viene a dire che le riforme vanno fatte tutte insieme. Ma a che gioco sta giocando? Non abbiamo notizia su nessuno dei provvedimenti economici annunciati“. Lo dice il capogruppo Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta. “C’è poco da rilanciare”, aggiunge l’ex ministro, “siamo in recessione. Speravo lei avesse imparato qualcosa, non da noi ma dalla realtà. Invece oggi ha fatto solo un discorso apologetico di se stesso. Basta con la retorica, con l’affabulazione, la confusione, le illusioni. Un politico può fare tanti danni, ma il più grave è illudere la gente. Basta con il prendere impegni. Le famiglie italiane non hanno mille giorni davanti e i suoi 210 giorni non appaiono esaltanti, tutt’altro. Lei ha consumato già 200 giorni con dei risultati che portano a uno score tra il 10 e il 20% dei risultati promessi”.
11.45 – M5S: “Che senso ha questa buffonata?”
“Qual è il senso di questa pagliacciata inutile? Siamo angosciati nel vedere un premier che fa il saccente e va in giro per l’Europa a sbruffoneggiare e prende schiaffi a destra e a manca”, dice Andrea Cecconi, vicecapogruppo M5S dopo l’informativa del presidente del Consiglio. E lo accusa di “imbonire il Parlamento con la balla ennesima dei mille giorni”.  

11.40 – Speranza (Pd): “Superare il bicameralismo e titolo V”
“La politica deve ridare credibilità alle istituzioni, come ci insegna il presidente della Repubblica. Per questo siamo impegnati a superare il bicameralismo perfetto e rivedere il titolo V. Dobbiamo valorizzare le potenzialità del nostro Paese, a partire dalla grande questione della green economy”. Commenta il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza, nel suo intervento al termine dell’informativa del premier. 

11.35 – Deputati Pd applaudono in piedi. La Lega Nord contesta in AulaUn lungo applauso della maggioranza ha segnato la fine del discorso di Matteo Renzi nell’aula della Camera. I deputati del Pd si sono alzati in piedi per battere le mani. In totale, nei 45 minuti di intervento, i battimani sono stati 12.  Contestazioni invece della Lega Nord: i deputati del Carroccio hanno innalzato le bandiere del Veneto e cartelli con la scritta ‘Il futuro del Veneto nelle mani dei veneti’. La presidente Laura Boldrini ne ha ordinato la rimozione da parte dei commessi.
11.30 – Renzi: “Riforma giustizia superi scontri ideologici”
“La riforma della giustizia deve cancellare il violento scontro ideologico del passato”. Così il premier Matteo Renzi, parlando alla Camera, ribadisce che l’indipendenza della magistratura è un valore assoluto, che deve essere rispettato “sia se fa comodo che se non fa comodo”. E sulle ferie dei magistrati: “Il problema non sono le ferie dei magistrati, nessuno pensa che riducendo le ferie risolveremo i problemi della giustizia civile”, ma “nessuno pensi che sia giusto” avere “45 giorni di ferie per un servizio così delicato” come la giustizia.

11.27 – Renzi: “Nei 1000 giorni ci sarà riforma della Rai con nuova governance”
Nei mille giorni “ci sarà la riforma della Rai, con una governance sottratta alle scelte del singolo partito, e lo dice il capo del partito più grande d’Italia che rivendica con orgoglio di non aver mai incontrato l’amministratore dell’azienda pubblica lasciandogli libertà”.  

11.26 – Renzi: “Su jobs act se tempi serrati ok, se no pronti a provvedimenti d’urgenza”
“Se saremo nelle condizioni di avere dei tempi certi e serrati” per la riforma del lavoro “allora rispetteremo il lavoro del Parlamento e ci attrezzeremo per la delega altrimenti siamo pronti a intervenire con provvedimenti d’urgenza perché non possiamo perdere un secondo di più”. 

11.25 – Renzi: “Cambiare diritto di lavoro. Basta apartheid”
“Al termine dei mille giorni il diritto del lavoro non potrà essere quello di oggi. Non c’è cosa più iniqua che dividere i cittadini tra quelli di serie A e quelli di serie B. Questo è un mondo del lavoro basato sull’apartheid: tu sei una mamma di 30 anni, dipendente pubblico o privato, hai diritto alla maternità, sei una partita Iva non conti niente; tu sei un lavoratore sotto i quindici dipendenti, non hai alcuna garanzia, stai sopra sì; tu hai diritto alla cassa integrazione, dipende dall’entità, dall’importanza, dalle modalità della cassa integrazione ordinaria, di quella straordinaria, di quella in deroga”.

11.21 – Renzi: “Eni, non accettiamo che scoop metta in discussione azienda”“In queste ore un’azienda che è la prima azienda italiana, la 22ma al mondo, è stata raggiunta da un’indagine. Io dico qui in Parlamento che noi aspettiamo le indagini e rispettiamo le sentenze ma non accettiamo che uno scoop metta in discussione decine di migliaia di posti di lavoro. E non permettiamo a un avviso di garanzia citofonato sui giornali di cambiare la politica aziendale di un Paese. Se questa è una svolta prendetevi la svolta, ma è un dato di fatto per rendere l’Italia un Paese civile”.
11.20 – Renzi: “Avviso di garanzia non sia vulnus della carriera politica”Questo governo è il primo che ha detto che noi non accettiamo che un avviso di garanzia costituisca un vulnus all’esperienza politica e imprenditoriale di una persona”. Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, illustrando alla Camera il programma di governo dei Mille giorni. “Non consentiamo a nessuno scoop – ha aggiunto . Che mettano in discussione posti di lavoro”. 
11.17 – Renzi: “In stress test le banche italiane saranno più forti di altre europee”“Sono convinto che negli ‘stress test’le banche italiane saranno più forti di altre europee: noi abbiamo salvato le banche degli altri Paesi, nessuno ha salvato le nostre”. ”Ho apprezzato la disponibilità per il momento verbale” delle banche a “fare la loro parte investendo i 200 miliardi della Bce finanziando le piccole e medie imprese”. E sottolinea di aver “in questi sei mesi più volte incrociato le spade con le banche”. ”Dobbiamo smettere con il piagnisteo: noi abbiamo salvato banche estere e nessuno ha salvato le banche italiane”. “Se le banche sono disponibili a fare la loro parte recuperando la possibilità di finanziare le Pmi allora ci sono le condizioni perché il percorso di riforme abbia un significato molto più forte”.
11. 15 – Renzi: “Un fisco meno caro possibile, ma serve strategia condivisa”
“Serve una strategia condivisa di riduzione fiscale, del carico delle tasse sul lavoro con la riduzione per la prima volta dell’Irap”.

11,10 – Renzi: “Da 80 euro non l’effetto sperato, ma è l’inizio”“Gli 80 euro non hanno dato l’effetto sperato. Potremmo fare di più, dovremmo fare di più, certo. Ma abbiamo iniziato”.
10.40 – Renzi: “La legge elettorale la faremo molto prima dei 1000 giorni”La legge elettorale “molto prima” della scadenza dei mille giorni ” non sarà quella di adesso”.  Serve una nuova “legge elettorale subito” ma non “per andare elezioni”, ma perché una “ennesima melina istituzionale sarebbe un affronto. La legge elettorale si fa ascoltando e nessuno può pensare di avere la sua legge, nessuno. C’è bisogno di ascoltare gli altri”.
10.38- Renzi: “Come obiettivo ci poniamo la fine della legislatura”E poi parla di numeri, quelli che da più parti gli contestano: “I numeri non sono quelli devastanti di qualche mese fa, ma non ci accontentiamo. Dobbiamo tornare a crescere”. Come prospettiva Renzi dice di porsi quella del 2018: “Come obiettivo ci poniamo la fine naturale della legislatura. Il programma che vogliamo realizzare si conclude a maggio 2017 e poi i partiti si potranno organizzare per le prossime elezioni e porre fine all’anomalia italiana. Per le riforme sono disposto a perdere consenso, ma non a perdere tempo”.  “Noi non siamo interessati a tenere in piedi la carriera di un singolo membro del governo, ma a tenere in piedi l’Italia in questa cornice internazionale difficile”. 
10.35 – Renzi: “Politica estera non è una battaglia personale del premier”Tra i punti su cui Renzi dice di voler puntare: l’importanza della politica estera. E così ritorna sull’elezione di Federica Mogherini ad Alto rappresentante della politica estera Ue: “Sono sconvolto e stupito dal dibattito che ha accompagnato la nomina perché mai come in questo momento viviamo una crisi senza precedenti. La politica estera è un elemento costitutivo di scelte concrete, di crescita economica e della stessa identità del Paese e dell’Ue”. E poi aggiunge: “La riduzione del dibattito a semplice questione energetica è ridicola, siamo in uno scenario difficile ma suggestivo dove l’Italia gioca un ruolo in Libia, in Egitto e in Iraq. I professionisti del commento , invece, descrivono la scommessa sulla politica estera come una battaglia personale del premier. Ho conservato giornali e tweet di critica ma non il dibattito culturale, intellettuale e politico perché non ce n’è stata traccia. Valorizzare la politica estera come grande occasione per rimettere al centro dell’attenzione il Mediterraneo”. 
10.30 – Renzi: “Millegiorni sono l’ultima chance per recuperare il tempo perduto” “I Millegiorni”, dice, “sono l’ultima chance per recuperare il tempo perduto. Dopo aver perso tanto tempo, abbiamo l’ultima chance. E se perdiamo non perde il governo, ma perde l’Italia. Consapevolezza forte e diffusa che al termine di questo programma riusciremo a capovolgere la storia di questa legislatura e a rimettere in pista l’Italia. Non siamo interessati a tenere in piedi la legislatura: ma partiamo dal presupposto di tenere in piedi l’Italia. Oggi siamo in un momento in cui il mondo corricchia, l’Eurozona è ferma e l’Italia ha interrotto la caduta. Ma non basta”.

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