SENZA ALCUN INTENDIMENTO NOSTALGICO, MA ANZI AVENDO BEN
CHIARE LE NECESSITA’ DEL PRESENTE PUBBLICHIAMO LA PREMESSA POLITICA CHE
PRECEDEVA L’ARTICOLATO DELLO STATUTO DEL
PdUP (1974)
Il Partito di unità proletaria per il comunismo,
organizzazione di lotta di tutti gli sfruttati, mira a realizzare l’unità di
tutti i proletari nella lotta per abbattere il sistema borghese e costruire una
società comunista.
In questa scelta il PdUP si richiama alla tradizione
classista e internazionalista del movimento operaio, che ha nella Comune di
Parigi, nella Rivoluzione d’Ottobre, nella lotta al nazifascismo, nella
rivoluzione cinese e in quella vietnamita i momenti più significativi e
positivi di un’esperienza ricca di successi ma anche di sconfitte, resa
possibile dalla partecipazione e dal sacrificio di milioni di proletari del
mondo intero.
Coglie nella rivoluzione culturale, nel maggio francese, nel
68-69 italiano, nella lotta e nell’esperienza diretta dei movimenti di
liberazione, nell’esperienza del cristianesimo rivoluzionario, momenti
significativi che pur ricollegandosi alla tradizione storica del movimento
operaio, di essa rappresentano anche una critica radicale agli aspetti che ne
hanno frenato e frenano lo sviluppo del movimento rivoluzionario e primi fra
tutti il burocratismo e il prevalere della logica degli stati sulle esigenze
rivoluzionarie.
Fonda la propria azione sull’analisi marxista dei rapporti
di produzione e sullo sviluppo delle forze economiche e politiche, assume
l’obiettivo del comunismo come finalità ideale e scelta politica strategica
coerente con la carica anticapitalistica, con la spinta antiburocratica, con la
scoperta di nuovi valori individuali e collettivi, con il rifiuto del
consumismo e dell’ideologia della produttività, del benessere individuale, del
personale separato dal collettivo, che emerge dalla lotta e dall’esperienza
quotidiana delle masse e a questo fine assume l’obiettivo concreto del
rinnovamento strategico e della ristrutturazione unitaria del movimento
operaio.
Il PdUP mira a organizzare quanti, coscienti che ogni tipo
di società, basato su meccanismi di sfruttamento e di coercizione impedisce il
pieno sviluppo della personalità umana, rifiutando ogni meccanismo di delega,
ogni separazione tra lotta sociale e lotta politica, indipendentemente dalle
loro convinzioni filosofiche e religiose, s’impegnano ad assicurare una
partecipazione militante all’iniziativa del partito, all’elaborazione della sua
linea, dei suoi programmi di lavoro, alla scelta e la formazione dei gruppi
dirigenti, nel rispetto delle sue norme di disciplina interna e ne condividano
gli obiettivi politici e le finalità ideali.
Il rifiuto di ogni spirito frazionistico, di ogni meccanismo
di corrente, si basa sulla garanzia di una reale democrazia interna, di uno
stile di lavoro, di una tensione ideale, che garantisca a ogni militante
l’esercizio del suo pieno diritto/dovere di partecipare alla pari con tutti gli
altri militanti, a determinare le scelte del partito.
Il PdUP è chiamato a esercitare la propria iniziativa dentro
una società che sollecita continuamente la separazione tra lavoro intellettuale
e lavoro manuale, tra uomini e donne, tra giovani e adulti, tra occupati e
disoccupati, tra citta e campagna e corre permanentemente il rischio di vedere
riprodursi al proprio interno fenomeni tipici del sistema. E’ pertanto affidato
a ogni militante e all’insieme dell’organizzazione, per combattere e superare
le contraddizioni che si aprono, per affermare in concreto un modo nuovo di
vivere collettivamente la vita del partito, basato su principi di fraternità e
di egualitarismo.
Per questa ragione il partito rifiuta al suo interno la
separazione tra compagne e compagni, tra giovani e adulti, tra intellettuali e
no, affidando anche l’impegno e l’iniziativa negli specifici settori
d’intervento all’impegno collettivo di compagni non divisi per sesso, età o
categoria.
Affida la verifica della propria linea, il giudizio sul
comportamento di ogni singolo militante, sia quando si tratta di costruire
gruppi dirigenti sia quando si tratta di critica ai compagni, al dibattito e al
giudizio collettivo.
Il PdUP rifiuta ogni interpretazione della lotta di classe circoscritta
nell’ambito nazionale, nella consapevolezza che nessuna prospettiva socialista
può avanzare in assenza di una lotta internazionalista che unifichi
strettamente i vari momenti dello scontro a livello mondiale.
Il PdUP si sente prima di tutto impegnato a contribuire con
l’iniziativa, la propaganda, il dibattito e la lotta allo sviluppo della lotta
antimperialista e alla costruzione di un nuovo internazionalismo proletario.
Dalla consapevolezza che elemento indispensabile per lo
sviluppo di una prospettiva rivoluzionaria è il pieno dispiegarsi a tutti i
livelli dell’autonomia di classe, garantita da forme di organizzazione sempre
più avanzate e radicalmente incompatibili con la società borghese, discende il
rifiuto di ogni meccanismo di delega e l’obbligo per ogni militante del partito
di essere presente nelle sedi di movimento e di sviluppo dell’autonomia
operaia, di accettare la disciplina del movimento, di non porre mai gli
interessi del partito prima degli interessi del proletariato.
Con quest’ottica il PdUP assume nei confronti delle altre
organizzazioni della sinistra un atteggiamento d fraterna collaborazione,
rifiuta ogni posizione settaria, si batte per il superamento degli attuali
livelli di frantumazione verso una prospettiva di ristrutturazione unitaria
della sinistra.
Il partito mentre assume su di sé l’obbligo di creare le
condizioni per un elevamento politico – culturale e della capacità di lotta di
ogni militante chiede a ogni militante il massimo impegno, di spirito di
sacrificio, di disponibilità di contribuire con tutti i mezzi alla lotta.
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