La sinistra può pronunciare una sola parola: OPPOSIZIONE
nella politica come nella società.
Opposizione globale e sistemica.
Massimiliano Smeriglio presenta oggi, 27 Settembre, sulle
colonne del “Manifesto” la manifestazione nazionale indetta da SeL per il
prossimo 4 Ottobre e dichiara: “Sarebbe un passo avanti se Sel dichiarasse la
propria insufficienza per mettersi a disposizione di chi vuol dare significato
alla sinistra e ai suoi valori, al suo programma minimo. Per mettere insieme le
parole sinistra e governo contro la deriva tecnocratica e populista di Renzi”.
Un’analisi sbagliata quella di Smeriglio che deve essere contrastata
con grande fermezza attorno a due punti che è necessario risultino molto
chiari:
1) Non
esiste, in questa fase, alcune possibilità di tenere assieme le parole sinistra
e governo: non ci sono i presupposti materiali, di contenuto, di aggregazione sociale,
di possibile proposta politica;
2) Quella
di Renzi non è una deriva tecnocratica e populista: i due termini, tra l’altro,
sono antitetici e non possono stare assieme in una seria analisi politica.
Soprattutto, però, non ci troviamo all’interno di quell’ipotetica situazione. L’Italia
è retta, in questa fase, da un regime di tipo sostanzialmente salazarista del
quale la figura dell’attuale presidente della Repubblica è il principale
ispiratore e garante.
La sinistra può pronunciare una sola parola: OPPOSIZIONE
nella politica come nella società.
Opposizione globale e sistemica.
Dovrebbe essere sulla base di una riflessione di questo tipo
che andrebbe valutata l’opportunità (indiscussa) e la possibilità (concreta) di
avanzare un progetto di nuova aggregazione, sintesi, soggettività politica in
grado di superare i negativi retaggi del passato (così evidenti nell’articolo
di Smeriglio) e di preparare una seria prospettiva per il futuro.
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