martedì 9 settembre 2014

CRONACHE DALL'INTERNO DEL PD (dal sito di Repubblica Bologna)

Inutile il commento....

Pd, caos per il dopo Errani. Richetti e Bonaccini indagati per peculato

Entrambi i favoriti per la corsa alle primarie per la presidenza regionale sono sotto inchiesta per l'indagine "spese pazze" del consiglio. Stamani Richetti aveva ritirato la sua candidatura


BOLOGNA - Anche Stefano Bonaccini è indagato nell'ambito dell'inchiesta "spese pazze" sui conti  dei consiglieri regionali in Emilia Romagna. E' uno tsunami quello che travolge la Regione "rossa". Nel giorno della presentazione delle firme per le primarie che dovevano scegliere il successore di Vasco Errani, i due principali sfidanti per la poltrona di Governatore risultano sotto indagine della Procura. Non solo Matteo Richetti, che si è ritirato questa mattina dalla corsa , e che è iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di peculato nell'ambito dell'inchiesta "spese pazze" sulle spese dei consiglieri regionali. Ma anche Stefano Bonaccini, il candidato favorito al dopo-Errani, segretario regionale e responsabile nazionale enti locali del Pd, che risulta pure lui indagato dalla procura nell'ambito della stessa inchiesta e per lo stesso reato, insieme ad altri sette eletti democratici in Regione.

Bonaccini, che ha consegnato questa mattina le firme necessarie alla sua candidatura per la poltrona di Governatore, ha annullato nel pomeriggio due iniziative fissate per stasera alla Festa Pd di Reggio Emilia nell'ambito della sua campagna elettorale per le primarie. In gara resta per le primarie del 28 settembre resta ora solo Roberto Balzani, il "rottamatore" del modello Errani. Ma la stessa gara appare in forse, ed è probabile che a questo punto il Pd nazionale intervenga per trovare una soluzione.

Sul conto di Richetti era stato aperto un procedimento a parte su esposto del consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi sull'uso delle auto blu "da casa e per casa" nel periodo in cui Richetti fu presidente del consiglio regionale. Nei giorni scorsi alcuni esponenti del Pd si sono recati in Procura, attraverso i propri avvocati, a fare istanza ex articolo 335 per sapere se ci fossero procedimenti a proprio carico e tra questi, appunto, Matteo Richetti, assistito dall'avvocato Gino Bottiglioni, che lo ha visionato e ha fatto richiesta di avere copia degli atti. Nessun commento né conferma arriva dalla Procura, per mezzo del procuratore aggiunto e portavoce Valter Giovannini.

Questa notizia getta una nuova luce sulla decisione del deputato Pd di fare un passo indietro dalla corsa per le primarie Pd per la Presidenza alla Regione Emilia-Romagna. Decisione che era stata spiegata inizialmente con forti pressioni da Roma e motivi personali.

"Mi fermo qui", aveva scritto Richetti in un messaggio mandato ai suoi sostenitori.

Richetti ha anche scritto anche una nota su Facebook dove professa "unità" dentro al partito: "L'unità è un valore che non va solo dichiarato, ma anche praticato. Per questo non metterò in campo la mia candidatura. Decisione sofferta e meditata, ma credo sia nell'interesse dell'Emilia Romagna e del Pd. Ora non è il momento delle divisioni, il nostro Paese e la nostra regione non possono permetterselo".

Nessun commento:

Posta un commento

La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie