La riunione del coordinamento nazionale allargato di Ross@ che si svolgerà domenica prossima 29 Giugno non potrà concludersi con un esito incerto foriero dell’ennesimo rinvio nella definizione di forma e identità di Ross@.
Si impone la scelta di un “Movimento per Ross@ soggetto politico”.
Urge una determinazione netta, precisa, non vincolata da opzioni e pregiudizi derivanti da vecchie storie o patti stipulati tra soggetti che non possono più, oggi, conservare diritti di prelazione o di veto circa lo sviluppo politico e organizzativo di questo soggetto; tanto meno dovrebbero avere diritto di cittadinanza opzioni di tipo personale.
Deve essere fornita, invece, una risposta convincente all’interrogativo di fondo: quale spazio, quale ruolo politico, quale collocazione deve avere un soggetto adeguato alla qualità dello scontro sociale e politico in atto che è necessario costruire in Italia, sulla frontiera della sinistra d’opposizione e d’alternativa.
Per realizzare quest’obiettivo nella scorsa riunione di coordinamento nazionale svoltasi a Bologna l’8 Giugno scorso, abbiamo presentato un documento scritto attraverso il quale si indicavano i tratti politico-organizzativi utili ad aprire la fase costituente di Ross@.
Questo documento sarà discusso proprio nella riunione del prossimo 29 Giugno quale elemento integrante della proposta complessiva da portare all’assemblea affinché si pronunci nel merito con una diretta dichiarazione di assenso o dissenso.
Ci muoviamo in questa direzione con grande chiarezza perché riteniamo che, in Italia, debba esistere una struttura politica che, prima di tutto, realizzi un’aggregazione di compagne e compagni reintroducendo nel linguaggio della sinistra italiana (e di conseguenza nella sua pratica politica) due concetti di fondo: quello dell’internazionalismo e quello della lotta di classe.
Internazionalismo e lotta di classe: binomio inscindibile per affrontare il tema europeo che, ridotto all’osso, significa oggi come oggi lo sviluppo del tentativo dei ceti dominanti di ridurre definitivamente “alla ragione” il proletariato europeo, attraverso l’alienazione definitiva dei diritti sociali e civili e l’intensificazione dello sfruttamento per realizzare, naturalmente al massimo ribasso, l’omogeneizzazione delle condizioni di lavoro quale presupposto del consolidamento dell’euro e quindi del potere di troika e in particolare della BCE.
Questo discorso, sicuramente sviluppato in termini generali ma non certo general generici, deve essere declinato sul piano politico immediato proponendo il tema della costruzione dell’opposizione politica e sociale.
Non bastano sotto questo aspetto iniziative di solo movimento, con qualche manifestazione nazionale convocata di volta in volta a distanza di qualche mese l’una dall’altra.
Il tema dell’opposizione va affrontato e portato avanti non semplicemente perché qualcuno ha capito che il centrosinistra non esiste più.
L’opposizione va portata avanti collocandoci, invece, sulla “frattura” che sta tagliando il sistema politico dalla società: una frattura che si sta realizzando, attraverso le riforme costituzionali e della legge elettorale, costruendo un regime all’interno del quale si colloca quale soggetto dominante una sorta di “Partito Unico della Nazione” (apparentemente composto da una pluralità di soggetti) che punta a tagliar via di netto dialettica e rappresentanza politica.
Collocarsi su questa “frattura”, costruire su questi presupposti Ross@ come soggetto politico significa che non può esistere alcun rischio di minoritarismo, proprio perché l’identità da costruire rispetto ai concetti-chiave che abbiamo fin qui esposto va ricercata proprio in uno spazio, insieme sociale e politico, realmente esistente e non inventato sull’onda di visioni meramente politiciste del tipo di quelle rappresentate dalla lista Tsipras.
Il soggetto che abbiamo in mente dovrà essere strutturato su forme inedite dell’agire politico, ritrovandosi nella fatica della militanza quotidiana, nella concretezza dell’azione di lotta portata avanti dai tanti protagonisti impegnati a difendere le condizioni materiali di vita, trovando nella partecipazione attiva le ragioni del proprio essere, non limitandosi all’apparire.
L’elemento fondativo della struttura politica alla quale stiamo pensando dovrà quindi essere quello della realizzazione di un effettivo e continuo interscambio di dibattito e di decisionalità operativa, nei due sensi del rapporto tra centro e periferia, con il costante esercizio del principio di delega nella costruzione dei gruppi dirigenti con revoca del mandato e interscambiabilità di ruolo all’interno dell’espressione di una soggettività collettiva: in sostanza un’operatività organizzata fondata su di un modello di tipo “consiliare”.
Sulla base di queste opzioni fin qui schematicamente descritte, chiederemo all’assemblea di pronunciarsi rispetto al testo del documento presentato a Bologna, avviando così, di fatto, il percorso costitutivo del “Movimento per Ross@ soggetto politico” rompendo la fase di stallo e avviandone, invece, una di faticosa ma affascinante e impegnativa operatività sul territorio.
Itinerario costitutivo che vedrà un processo collettivo di elaborazione compiuta di analisi e proposta politica, ben oltre i punti fin qui indicati.
Ad oggi, e con le premesse qui solo accennate, risulterebbe del tutto incomprensibile rifiutare o osteggiare questa proposta di fase costituente. Sarebbe frutto di una ristretta visione politica giustificare il rifiuto adducendo una presunta aleatorietà e/o immaturità da contrapporre alla certezza della propria attuale dimensione (insignificante sul piano dell'efficacia).
Rifiuto che oggi risulterebbe un ulteriore allineamento al pensiero dominante.

5 commenti:
Purtroppo credo che anche il 29/06 si andrà ad un rinvio. Penso che la scomposizione e ricomposizione di sel e rifondazione con il cartello elettorale Tsipras sia molto allettante per tutti coloro che hanno in animo la carriera politica, i posti da occuparee nei vari comuni o regioni. Anche in mezzo a noi c'è chi guarda a Landini e a Euraudo per capire che fanno, così ancora una volta , sebbene sul territorio i compagni lavorano , ci mancherà ancora una testa politica di riferimento.
Se il 29 non si avvierà la fase costituente di ROSS@ sarà solo a causa delle logiche di componente, perché le premesse per avviare la nascita del movimento politico ci sono tutte. Soprattutto ROSS@ è una insieme di realtà locali già operante e riconoscibile. Non si può dire, scusate ci siamo sbagliati.
Semmai si tratta di avviare un confronto su quale tipo di organizzazione, definirne il progetto.
Ognuno dovrà cedere su qualcosa, è chiaro. Del resto ciò che distingue i partitucoli settari dalle grandi forze politiche di massa è che le seconde non esprimono mai un "pensiero unico" indiscutibile, ma si basano sulla dialettica tra parti, ossia sul riconoscimento di una pluralità di visioni, comunque riconducibili e sintetizzabili in un punto di vista unitario, identitario e condiviso, in un progetto politico comune che è la sintesi delle posizioni espresse.
Nico Macce (di ROSS@ Bologna)
Leggo, purtroppo, con ritardo i vostri commenti. Oggi lunedì 30 giugno, dopo la riunione del coordinamento, tenutasi a Roma, dobbiamo essere un pochino più ottimisti. Il cammino acchè Rossa si trasformi da movimento a soggetto politico è stato intrapreso, la riunione del coordinamento indetta per prossimo 12 luglio dovrà sbozzare le ramaglie per far vedere il tronco del progetto ed a settembre addivenire alla fasi "quasi conclusiva" prima del congresso fondativo di Ross@. Compagno Ivano noi siamo dei lottatori che non mollano mai la presa, abbiamo visto che a Mantova, a Verona, a Padova a Parma ci sono lottatori che hanno la stessa determinazione dei Savonesi, ora si tratta di scendere in campo uniti perché il pallino è in nostre mani e necessita quindi fare le giocate giuste per raggiungere gli obbiettivi che tutti ci siamo prefissi. Compagni avanti senza paure o reticenze noi siamo gli artefici del futuro legato al movimento operaio scusatemi la presunzione, ma è in questi termini che bisogna ragionare, obbiettivi di minima non ci devono interessare. Proviamoci, se poi falliremo nessuno potrà tacciarci di ignavia. Un saluto a pugno chiuso da Vincenzo Ross@ Savona.
Cari l'ottimismo della volontà non dobbiamo mollarlo mai. Ma la ragione non deve fare sconti per non scadere nell'utopia o nella propaganda. Conoscere i limiti significa poterli affrontare. Disconoscerli significa prepararsi a un altro fallimento. Dei soggetti fondativi la Rete dei Comunisti vuole la fase costituente in soggetto politico. Sinistra Anticapitalista vuole tenere ancora aperta e galleggiante la fase. La componente PRC è totalmente scomparsa e si è gettata su altro. Non esprimo giudizi su chi ha ragione e chi torto (tutti potrebbero averne in parte, il problema è la sintesi finale). Ma senza sciogliere questi nodi, o con una separazione o con il subordinarsi cosciente al prevalere di una posizione (cessione di sovranità) la costituzione del soggetto politico non ci sarà veramente. Le posizioni divergenti sulla relazione con la sinistra radicale (Tsipras o non Tsipras), sulle forme di sindacalismo di classe su cui puntare e sulle questioni internazionali dirimenti sono solo un effetto.
Lavoriamo per il soggetto politico ma sciogliamo i nodi.
Un abbraccio a tutti
Mi dispiace che in un dibattito politico ci si nasconda sotto la protezione dell'anonimato. Quanto meno una firma in calce al commento avrebbe individuato il soggetto. Fatta questa doverosa premessa vorrei aggiungere che rimanere nella pentola mentre l'acqua e sul fuoco a scaldarsi si fa la fine della rana. Dopo un anno di gestazione, di interrogazioni, di analisi, di proposte, di controanalisi, di inviti e di rifiuti credo si debba decidere se il matrimonio va celebrato o no. La borghesia va avanti imperterrita per la sua strada affossando sempre di più la classe operaia ed i ceti meno protetti e noi ci chiediamo se aprire a questo o quel soggetto che conta quanto il due di coppe quando la briscola è a danari. E' giunto il momento di fare il salto con delle proposte cari compagni, abbiamo la capacità di proporre o siamo solo capaci di raccogliere qualche ghianda che sta marcendo nel sottobosco? Compagni questo è l'interrogativo da porci; se non siamo in grado di fare proposte all'avanguardia con i tempi è inutile tentare niente, ritorniamo all'ombra, guardiamo morire miseramente quanto sta già imputridendo e smettiamola. Se invece come ritengo siamo in grado di parlare un nuovo linguaggio e fare le scelte giuste e vincenti forse i cadaveri eccellenti non ci seguiranno, ma la classi subalterne si, è a loro che bisogna rivolgerci con razionalità e modernità, coi morti o con i moribondi ogni dialogo cessa naturalmente purtroppo. Questo è il mio pensiero Vincenzo Facciolo membro di Ross@ Savona.
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