La Suprema Corte ha dichiarato incostituzionale la legge
elettorale attualmente in vigore, passata alla storia col nome famigerato di
“porcellum”.
I motivi sono fondamentalmente due: 1) essa attribuiva alla
lista o alla coalizione vincente un esorbitante premio di maggioranza; 2) non
consentiva ai cittadini di scegliere tra i diversi candidati di una medesima
lista attribuendo delle preferenze.
Riflessioni e domande:
1) Se la legge elettorale che ha regolato
l’elezione dell’attuale Parlamento è incostituzionale, ne discende che l’attuale
Parlamento è illegittimo.
2) In base a quale legittimità allora
l’attuale Parlamento potrà/potrebbe deliberare una nuova legge elettorale?
3) Non sarebbe più logico e costituzionalmente
corretto che l’attuale Parlamento ipso facto decadesse e si andasse a nuove
elezioni per eleggerne uno nuovo, frutto di una nuova legge elettorale
costituzionalmente corretta?
4) Quale legge elettorale? Semplice:
quella risultante dal “porcellum” depurata delle norme giudicate
incostituzionali dalla Corte suprema; quindi una legge elettorale col sistema
proporzionale e con liste non più bloccate ma che consentano l’attribuzione da
parte degli elettori di preferenze tra i candidati in lista.
5) Ogni altra ipotesi (ritorno al
“mattarellum”, doppio turno …, che anch’esse prevedono premi di maggioranza
significativi alla lista o coalizione vincenti, anche se in forme diverse e un
po’ più mascherate rispetto al “porcellum”) che fosse frutto di una delibera
dell’attuale (illegittimo) Parlamento, sarebbe automaticamente illegittima; in
ogni caso sarebbe una presuntuosa, evidente e perciò inaccettabile forzatura.
6) Per cui andrebbe diffidato (da chi ne
ha potere o volontà politica) l’attuale Parlamento dal prenderla anche solo in
considerazione, previa minaccia di ulteriore ricorso alla Corte Costituzionale.
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