domenica 29 dicembre 2013

NEL CASO DI ELEZIONI ANTICIPATE: LE POSIZIONI DI PARTENZA DEI DIVERSI SCHIERAMENTI SECONDO UNA NOSTRA ELABORAZIONE IN CIFRE ASSOLUTE DELLE PERCENTUALI DI SCOSTAMENTO CALCOLATE DAL CISE DEL PROF. D’ALIMONTE di Franco Astengo



 Con tutte le cautele del caso abbiamo voluto, però, provare a elaborare i dati forniti misurandoci non soltanto con le percentuali ma con le cifre assolute.
 
I ricercatori del CISE, diretto dal prof. Roberto D’Alimonte già presidente della Società Italiana di Studi Elettorali, hanno fornito al “Corriere della Sera” le percentuali di “scostamento” (fedeltà nel voto oppure scelta di cambiamento) verificatesi nell’elettorato italiano dalle elezioni del 25 febbraio 2013 a oggi.
Due dati molto evidenti, quello di una prevedibile forte mobilità elettorale e di una crescita, altrettanto forte, dello schieramento di centrosinistra hanno indotto i ricercatori del CISE a non pubblicare le intenzioni di voto.
Con tutte le cautele del caso abbiamo voluto, però, provare a elaborare i dati forniti misurandoci non soltanto con le percentuali ma con le cifre assolute.
Naturalmente la cifra assoluta di partenza, quella degli iscritti nelle liste in Italia (esclusi i residenti all’estero) è stata considerata d’ufficio invariata (così non sarà, ma i dati che seguiranno hanno comunque una loro intrinseca validità sul piano dell’indicazione.
Quindi il punto di partenza è rappresentato dai 46.905.154 elettrici ed elettori aventi diritto il 25 febbraio 2013.
Il saldo tra l’uscita e l’entrata fa salire la quota degli astenuti: erano stati 11.634.228 ora potenzialmente sono 15.267.681 pari al 32,55% dell’intero corpo elettorale. La percentuale dei votanti si assesterebbe così ben al di sotto del 70%.
Considerate egualmente analoga la cifra dei voti non validi, tra bianche e nulle in 1.265.171 è possibile (considerando gli indecisi) calcolare il totale dei voti validi in 30.372.302.
I ricercatori del CISE hanno compiuto le loro analisi sulla base di quattro schieramenti: centrosinistra, centrodestra, centro, movimento 5 stelle , senza distinguere all’interno delle coalizioni tra i diversi partiti.
Su questa base, considerati sempre gli apporti in entrata e in uscita, il centrosinistra disporre di un potenziale, al momento, di 11.024.599 voti pari al 36,29% dei voti validi, un vantaggio considerevole sui competitori.
Il centrodestra (ripetiamo considerato globalmente, quindi con Forza Italia, NCD e Lega) si fermerebbe a 6.733.914 voti pari al 22,17%.
Il Movimento 5 Stelle (che pure vanta un alto tasso di fedeltà del 70% inferiore soltanto a quello del centrosinistra, ma che non pare ricevere altri apporti anzi cederebbe all’astensione) 6.083.984 voti pari al 20,03% del totale dei voti validi.
Il “Centro” (considerato ancora unito tra Scelta Civica e UdC) arretrerebbe fino conseguire 1.977.347 voti pari al 6,50%.
Indecisi tra i diversi partiti e l’astensione oppure potenziali elettori di liste diverse da quelle prese in esame (compresa un’eventuale lista della sinistra di alternativa e di opposizione, ricordando che con lo sbarramento al 4% il quorum si aggirerebbe attorno ad 1.300.00 voti validi) rimangono 4.554.458 elettrici ed elettori, pari al 14,99% dei voti validi. Questo potrebbe essere una riserva di caccia ancora praticabile, prevalentemente, da centrodestra e Movimento 5 Stelle, salvo ulteriori slittamenti verso l’astensione.
In sostanza sul totale die voti validi oggi potenzialmente espressi il centrosinistra guadagnerebbe quasi il 7%, il centrodestra risulterebbe in calo del 7,01%, il movimento 5 Stelle del 5,53% e il centro all’incirca del 4%.
Tutti dati, naturalmente, semplicemente indicativi anche se si può intuire che la tendenza alla crescita dell’astensione e del centrosinistra non paiono proprio effimere.

3 commenti:

Vincenzo Facciolo ha detto...

Che il centro sinistra catalizzi il 36% delle preferenze dell'elettorato potrebbe essere abbastanza confortante solo nel caso in cui la sinistra alternativa e antagonista riuscissero ad avere dei numeri consistenti e tali da essere in Parlamento con una compagine consistente. Purtroppo non sono così ottimista. Primo perché non conosciamo la legge elettorale con la quale andremo a votare. Sono convinto che i partiti più "grossi", presenti in parlamento, faranno l'impossibile per garantirsi il massimo vantaggio abbindolando con un’altra legge truffa gli italiani. Secondo, la mancanza di un’elaborazione teorica per uno sviluppo alternativo, gestito da un’organizzazione statale "politico-economica" diversa da quella in questo periodo utilizzata dal capitalismo, è molto lontana da venire. Mi chiedo semplicemente come sia possibile che in presenza di una crisi globale molto profonda, che sta sprofondando le classi medie ed operaie nella miseria aumentando inoltre a dismisura il precariato prevalentemente quello giovanile; crisi provocata dal capitalismo nessuno, salvo qualche voce solitaria come Ross@, si pone l'obiettivo di rivolgere un'accusa totale e ben specificata al sistema capitalistico imperante ed a quelle organizzazioni politiche che gestiscono pedestremente la non più tollerabile situazione economica. Possibile che nessuno si accorga che su questa china si corre il rischio di una terza guerra mondiale o in alternativa l'instaurarsi di un moderno Medio Evo, dove un ristrettissimo gruppo di famiglie 600 - 800 deterrebbe quasi il 90% delle risorse del pianeta? Forse ho divagato ma quei risultati frutto di analisi su sondaggi elettorali mi spaventano e sono gli indicatori di come gruppi ben organizzati riescono a manipolare le menti.

PERCHE' LA SINISTRA D'ALTERNATIVA RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO ha detto...

D'accordo su due punti fondamentali: non conosciamo la legge elettorale e la manipolazione dele menti da parte di gruppi organizzati. Per il resto si tratta di dati frutto di studi molto attenti sui flussi più che sui sondaggi che ho cercato di tradurre in cifre assolute: in questo momento non siamo molto lontani dalla realtà. Ovviamente tutto è riferito alla legge elettorale in vigore, conosciuta la sentenza della Corte pur ancor in attesa delle motivazioni. Un punto mi preme segnalare, la possibilità che la sinistra d'alternativa e di opposizione rientri in Parlamento esiste ed è concreta. Lo spazio è ampio, come anche l'elaborazione dimostra. Le condizioni sono due: la capacità di far emergere davvero contenuti alternativi e la presentazione di una sola lista che non guardi, come è stato scritto agl "avanzi nel frigo vuoto" ma sappia riproporre teoria e pratica dell'anticapitalismo. Occorre muoverci in questa direzione, Ross@ sta sicuramente cercando di farlo con coerenza anche se ancora con timidezza sul terreno della soggettività poltica e di una proposta di effettiva egemonia a sinistra. Occorre lavorarci sopra. Franco Astengo

leopoldo ha detto...

' entrare in parlamento? ' credo sia la domanda sbagliata, perché per essere in parlamento bisogna rappresentare le esigenze sociali avendo alternative credibili che è quello che non è riuscito a costruire la sinistra e il comunismo in italia negli ultimi 30-40 anni. ross@ fa solo dichiarazzioni di principio le analisi sui blog degli econoministi sono molto più avanzate, mi sembra il solito discorso fallimentare e sinistro :-(

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