martedì 26 febbraio 2013

IL NUOVO PARTITO D'AZIONE E RIVOLUZIONE CIVILE di Pino A. Quartana





Per la lista di RIVOLUZIONE CIVILE il voto di ieri non è stato solo quello contrassegnato da una pesante sconfitta, ma è stata una vera e clamorosa Waterloo.

 Tra tutti gli sconfitti di ieri, il più sconfitto di tutti è Antonio Ingroia, che ora non deve cercare capri espiatori in nessun altro né accampare puerili pretesti, ma deve dare la colpa solo a se stesso, alla sua pressoché totale inconsistenza politica nonché culturale, alla sua cieca protervia di fagocitare tutte le componenti partitiche che componevano la lista, arrogandosi diritti di investitura a monarca assoluto che non capisco ancora chi gli abbia conferito. Già gli obiettivi di partenza erano modesti; una improvvisata associazione tecnica di scopo con un unico obiettivo; permettere ai superstiti partiti della sinistra radicale di rimanere o tornare in Parlamento, seppur accontentandosi di una manciata di parlamentari.
Partiti che, seppur stimati nei sondaggi di inizio gennaio al minimo storico della loro storia elettorale, mettevano ancora insieme tra il 5% ed il 5,5%.
Ingroia non solo non ha apportato un, seppur minimo, valore aggiunto, ma è riuscito nell'incredibile misfatto politico-elettorale di far naufragare miseramente la sinistra radicale, che con lui ha perso quasi i due terzi dei voti che i sondaggi accreditavano due mesi prima all'IDV, al PRC. al PDCI ed ai Verdi, che erano già le stime ai minimi storici. Senza dire nemmeno che l'apporto della tanto decantata, mitica, società civile ingroiana è stato nullo. Qualsiasi fosse stato l'esito delle elezioni, noi del Nuovo Partito d'Azione avremmo comunque, oggi 26 febbraio, inteso come sciolto il temporaneo legame associativo, ma dopo la Waterloo di RC non si sa più nemmeno cosa dire. Questa lista non è stata neanche la brutta copia della brutta copia di ciò che noi neoazionisti avevamo in mente quando, alla fine di novembre, abbiamo ripreso a ragionare di queste cose con Luigi De Magistris. Siamo entrati in questa lista per mantenere aperta la possibilità di costruire una nuova sinistra e per far nascere un nuovo progetto insieme al Movimento Arancione, ma poi le cose man mano hanno cominciato a prendere una brutta piega, soprattutto a partire dalla pessima idea di coinvolgere Ingroia e di concedergli poteri assoluti. Oltre alle candidature penalizzanti per l'NPA, unico dei 7-8 soggetti della Lista a non aver avuto un candidato in posizione eleggibile, il momento saliente, per quanto ci riguarda più da vicino, si è verificato agli inizi di febbraio quando, intuite già certe cose ben poco promettenti, abbiamo chiesto al Comitato della Lista, e quindi ad Ingroia, di poter partecipare ad almeno una trasmissione televisiva. La nostra richiesta è stata respinta con motivazioni pretestuose e da quel momento, il 9 febbraio, sicuri ormai della totale incapacità del personaggio, abbiamo deciso in silenzio e senza fare alcuna polemica, di non dare più nessun apporto alla Lista del magistrato palermitano al quale ora chiediamo di essere coerente e di tornarsene in Guatemala dove, vista la sua insospettabile passione per il Che Guevara, proposto, incredibile a dirsi, a nume ideologico tutelare della lista Rivoluzione Civile, potrà esercitarsi in progetti 'rivoluzionari' meno improbabili di quello con cui era ormai sicuro di trovare un posto al sole a Roma nella politica italiana.
In rapida conclusione, per i motivi che ho appena esposto e per molti altri che esporremo nei prossimi giorni, il Nuovo Partito d'Azione non si sente minimamente coinvolto nel disastro politico-elettorale della Lista "Rivoluzione Civile" e del suo altamente improbabile leader. Inoltre, a partire da questo momento, se ne chiama definitivamente fuori con un gran senso di liberazione.

1 commento:

Anonimo ha detto...

In luogo del dott. Ingroia mi offenderei, non foss'altro per l'arrogante attribuzione di "pressochè totale inconsistenza.... culturale", ma a guardar più a fondo per il fatto che lei e il suo partito prima vi siete volontariamente/liberamente (o disperatamente?) accodati e poi annusata la sconfitta avete sputato sul piatto e più specificatamente sulla personalità che speravate vi avrebbe fatto da traino (comodo). Per inciso, tra l'altro, mi risulta che nessuno vi ha impedito di svolgere comizi, incontri con la popolazione, etc. Ma si sa meglio addossare tutta la colpa agli altri che operare una seria e intelligente autocritica su ciò che si è fatto o non fatto. In realtà il dott. Ingroia opererà verosimilmente la scelta più consona: vi ignorerà. Michele, un elettore di Rivoluzione Civile

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