venerdì 8 febbraio 2013

INCONTRO CON ALDO GIANNULI: UNA SINISTRA INARIDITA SUL PIANO CULTURALE sintesi dell'iniziativa dell'8 febbraio dal titolo: Quale sinistra nel futuro Parlamento

L’esito dell’incontro con il prof. Aldo Giannuli, svoltosi venerdì 8 Febbraio presso la libreria Ubik, sul tema “Quale sinistra nel futuro parlamento?” , può essere sicuramente giudicato, per partecipazione e qualità del dibattito, all’altezza delle aspettative degli organizzatori del blog “perché la  sinistra d’alternativa rientri nel Parlamento Italiano” e del “Laboratorio politico per la sinistra d’alternativa”.


La riunione è stata aperta da GIOVANNI BURZIO che ha sviluppato un richiamo alla realtà “storica” della sinistra savonese, giudicando il dibattito politico in Città tradizionalmente non conformista grazie all’attività e all’impegno delle minoranze.

Negli anni, però, abbiamo assistito a un pesante declino, dopo una fase a cavallo degli anni ’80 – ’90, di particolare vivacità.

Un declino che il “Laboratorio Politico” dovrebbe affrontare cercando di invertire la tendenza, sviluppando un dibattito intenso su diversi temi.

La discussione è stata introdotta ripercorrendo la vicenda del cosiddetto “governo dei tecnici” giudicando l’anno appena trascorso come “vissuto pericolosamente”.

La responsabilità della crisi verticale dell’agire politico in Italia è stata dovuta prima di tutto all’affermazione del sistema maggioritario : non si è trattato tanto di questione del “berlusconismo” quanto d’introiezione della filosofia del maggioritario che ha permeato l’intero sistema politico.

E’ mutato il ruolo dei partiti che hanno lasciato da parte il terreno della rappresentatività politica, assumendo in toto quello della governabilità.

Sono completamente mancati i codici d’interpretazione della realtà da parte dei partiti: quei codici che permettevano di distinguere tra le varie posizioni.

In questo senso è stato devastante il ruolo del governo dei tecnici e quello del Presidente della Repubblica mossosi sempre al limite, se non oltre, il dettato costituzionale.

Nessuno ha saputo chiedere conto di ciò, ed è così avanzata un certo tipo di politica, rivolta alla destrutturazione della società, attraverso l’espressione di una “biopolitica” nella quale s’intrecciano ruolo dello Stato e, insieme, esasperazione dell’individualismo.

L’esito complessivo è quello dell’impossibilità dell’individuo a riconoscersi nel collettivo.

Capita così che si abbassi la qualità della politica, mentre si alzano i toni, anche con accenti del tutto diseducativi, emergono vere e proprie banalità e l’analisi politica rimane del tutto in superficie.

Com’è stato nell’occasione delle “primarie” l’elettore si trova trasformato in mero “spettatore”.

La proposta alternativa a questo stato di cose potrebbe essere quella dell’organizzazione di una serie di momenti di riflessione, partendo dalla constatazione che abbiamo perso il vocabolario: nessuno, ad esempio, utilizza più i termini “conflitto” e “classe” che pure risulterebbero di grande attualità.


ALDO GIANNULI, si è dichiarato molto critico circa la qualità di presenza di una possibile sinistra nel futuro Parlamento ed ha dedicato buona parte della sua relazione a individuare le cause della crisi della soggettività politica di sinistra che si verifica, ha ricordato, nel Paese dove si trovavano il più forte partito Comunista d’Occidente, un consistente Partito Socialista e una vivace estrema sinistra.

Come può essere avvenuta questa caduta verticale?

Sono stati affrontati due elementi: il primo relativo all’inaridimento della cultura politica, con l’accettazione – da un lato – dell’ondata neo-liberista e dall’altro l’espressione di una protesta generica che si è ridotta a vivere di rendita sul simbolo della falce e martello.

La perdita della vocazione rivoluzionaria aveva creato un modello di partito d’apparato che creava una società nella società, senza risultare però in grado di evitare l’assorbimento della cultura politica dell’avversario: a questo modo si sono smarrite le coordinate necessarie per interpretare i mutamenti economici, tecnologici, di vera e propria trasformazione sociale.

E’ cessata del tutto la produzione teorica e alla fine abbiamo mantenuto un modello di partecipazione politica filtrata da un apparato ormai distaccato dalla società.

Si è verificata un’assoluta incapacità d’autocritica e i partiti hanno vissuto, e vivono, esclusivamente in una funzione gestionale.

Toccando la più stretta attualità è stato fornito un giudizio positivo sull’esperienza di “Cambiare si può” che dovrebbe essere recuperata, a patto però di superare i due limiti emersi nella fase della costruzione della lista di Rivoluzione Civile: il pregiudizio organizzativista e l’idea di un utilizzo della “rete” da modificare, la rete può essere ritenuta importantissima come sede di dibattito ma non può sostituire l’organizzazione politica in quanto tale.

Il parlamento che sarà eletto il prossimo 24 Febbraio non dovrebbe durare molto in carica e, comunque, sarà necessario muoversi per tempo con l’obiettivo di presentare alle Europee una lista anticapitalista, agganciata a veri referenti sociali.

Al riguardo delle necessità di ricostruzione di una cultura politica la proposta potrebbe essere quella di partire da un censimento dei molti blog politici di sinistra, allo scopo di creare una rete e sviluppare la possibilità di incontri al fine di costruire un’Associazione di cultura politica a livello nazionale, anche allo scopo di provocare un vero e proprio rimescolamento della carte a sinistra, al di là dell’esito elettorale.

Si è quindi sviluppato un dibattito che ha registrato diversi interventi: nella replica Giannuli, dopo aver toccato diversi temi d’attualità, dal caso MPS, a un’idea di exit strategy rispetto all’Euro e all’Europa per affermare proprio un’idea di alternativa a livello europeo, al ruolo del Presidente della Repubblica ha ribadito la necessità urgente di costruzione di un nuovo livello di dibattito a dimensione nazionale nella sinistra.

Con questo impegno l’incontro si è così concluso.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Un incontro interessante, quantomeno per me che provengo da un altra area politica, di centro, quando il centro era centro e faceva dell'interclassismo il suo asse portante. Ho scoperto persone dall'assoluta trasparenza di pensiero, sia il Prof Giannuli che Patrizia Turchi non chè il Prof. Franco Astengo che seguo sempre con interesse.
Ho molto gradito il riferimento storico a quel tristemente famoso documento programmatico della P2 e non ho potuto fare a meno di osservar eche molti di quei propositi sono stati portati a compimento. Forse non dagli attori della vicenda (quantomeno non come organizzazione). Patrizia ha ricordato ocn estrema capacità di sintesi "l'accecamento civico" dovuto al governo tecnico o pseudo-tale che abbiamo dovuto sopportare, il quale tra i molti demeriti è riuscito addirittura a occultare le plateali azioni che hanno visto lo stato sociale nelle Istituzioni minato nelle loro fondamenta. Gli accenni alla Costituzione e all'adulterazione subita in molti casi, unitamente ad una prassi poco democratica della legiferazione con decreti e ricorso al voto di fiducia destano allarme e sgomento, visto che certe metodiche ormai sono implementate con leggerezza e pochissimo timore di reazioni che ormai non fanno più parte della protesta civile del POPOLO, troppo impegnato a preoccuparsi della condizione sociale ri-alllocata che ha dovuto subire.
I proponimenti unanimemente condivisi sostanzialmente sono stati quelli di ricerca di una auspicata coesione nella polverizzazione che i movimenti e gruppi di sinistra, anche sul web, dimostrano. I propositi di laboratori di idee per ritrovar emomenti di analisi e studio poilitico sono anch'essi attesi e ormai merce rara che secondo me debbono trovare una azione concreta e costante anche al di fuori del web.
L'unica critica che mi permettoi di muovere è una certo apparente abbandono rassegnato davanti alle iniziative poloitiche dell'ulti'ora ocme il movimento di Ingroia. Se come dice il Prof. Giannuli in Parlamento non entrerà nessuna sinistra, stigmatizzando l'aggregato di Rivoluzione Civile per pochezza di ocntenuti e comptenze specifiche, credo che sia comunque lodevole l'iniziativa di provare a mettere assieme anime di sinistra con l'imminente esigenza elettorale. Nessuno vieta che l'esperimento possa diventar eun valido laboratorio e che le occasioni di aggregazione e amalgama della miscela ora disomogenea non possa arrivare strada facendo. MI chiedo perchè invece non sia possibile offrire un apporto all'esperimento che ora , in termini di offerta politica rappresenta L'UNICA SINISTRA che si intravede.
Grazie dell'occasione.

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