lunedì 4 febbraio 2013

FELICITA' SI'. MA DI CHI E PER COSA? di Lidia Menapace



Che adesso dobbiamo essere felici che tutti e tutte possano raggiungere la meta di sposarsi e farsi una famiglia mi sembra un pericoloso paradosso:

nel movimento delle donne la famiglia e il matrimonio erano e sono  oggetto della massima critica: appoggio tute le rivendicazioni di chi subisce torti, ma non è detto che mi debba associare alle mete che propone o raggiunge  Mi sarei aspettata  che il soggetto  titolare della libertà di scelta ed espressione della propria identità sessuale ci aiutasse a diventare tutti e tutte più libere/i, non il contrario.

Voglio dirlo: la famiglia è il luogo anche della violenza e del femminicidio, dell'abuso sui minori e della subordinazione delle donne. Ci sono molti e molte compagne e compagni gay e lesbiche che non considerano affatto il matrimonio e la famiglia "legali" una meta significativa e sono convinti/e  che anche nelle unioni omo la relazione "senza obbligo di convivenza" sia meglio del matrimonio  carcerario

Nessun commento:

Posta un commento

La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie