venerdì 1 febbraio 2013

IL MANIFESTO E IL DIBATTITO A SINISTRA: UN PUNTO DI CHIAREZZA





Chi scrive è abituato a votare "per" o non "contro per timore di questo o di quello": a questo punto ciascuno sappia assumersi le proprie responsabilità.

   Prosegue sulle colonne del Manifesto, dopo l'invito "astenetevi", il dibattito tra le presunte sinistre in lizza alle elezioni politiche.

   A nostro giudizio serve, a questo punto, sviluppare qualche elemento di riflessione e di chiarezza:

1 - E' vero, come più volte qui è stato scritto, che si erge davanti a noi il pericolo delle due destre, quella populista e quella tecnocratica, con la presenza di rischi di una involuzione autoritaria, magari in forma "soft", ma comunque autoritaria;

2 - E' altrettanto vero che il progetto del PD appare assolutamente subalterno a quello della destra tecnocratica, perché rinchiuso nel recinto della governabilità in una visione che sarebbe già generoso definire come "inteclassista";

3 - Avevamo proposto, con l'appello "perchè la sinistra d'alternativa ritorni nel Parlamento Italiano" un progetto che, mantenendo le rispettive identità, si muovesse unitariamente su tre coordinate di fondo: alternativa, autonomia, opposizione;

4 - I soggetti chiamati in causa dal Manifesto hanno fatto altre scelte: SeL, ancorata ad una pericolosa forma di personalizzazione  appare ormai del tutto interna alla subalternità del PD verso la tecnocrazia e l'idea della "democrazia di competenza", senza - come ha ben dimostrato il fallimento del progetto legato alle primarie - di riuscire a spostare alcunché  Rivoluzione Civile, al di là delle caratteristiche peculiari del livello di personalizzazione presente anche in questa formazione, appare davvero - nel suo complessivo agire politico - incentrata sulla frattura legalitaria (al di là delle polemiche spicciole) "annegando" la necessaria identità delle contraddizioni sociali;

Chi scrive è abituato a votare "per" o non "contro per timore di questo o di quello": a questo punto ciascuno sappia assumersi le proprie responsabilità.

1 commento:

Stalin ha detto...

Anch'io ho sempre votato per e mai contro, infatti ho sempre votato PCI fino al suo delittuoso scioglimento, poi Rifondazione Comunista, adesso, pur in presenza di alcuni limiti nella composizione della lista, voterò Rivoluzione Civile. Che non scordiamolo è una lista e non un partito.

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