Questa immagine, assieme ad altre scattate in estate, accompagna un servizio comparso oggi su Sette, settimanale del Corriere della Sera, che affronta - secondo la più bieca tradizione padronale- la tragedia politica della Grecia.
Difficile aspettarsi un ripensamento da parte dell'UE.
Ed allora, a chi tocca?
Pensiamo debbano essere le ONG, o la Croce Rossa?
La tragedia della povertà (indotta) sta attanagliando la popolazione greca.
Proprio in questi giorni i giornali europei paiono essersi risvegliati offrendo analisi ed immagini (magari datate) del tutto sconcertanti di una situazione che non pare avere sbocchi.
Quella greca non può essere definita semplicemente una catastrofe umanitaria (inedita perché non causata da guerre, epidemie, eventi naturale e per questo l'Unione Europea ha difficoltà a classificarne la natura reale, poiché si tratterebbe di ammettere gli effetti della propria politica in campo economico e finanziario).
Si tratta invece di una vera e propria catastrofe politica e, come tale, andrebbe intesa almeno dalle forze della sinistra europea. Una catastrofe politica al riguardo della quale sembrano prevalere l'acquiescenza ai giochi delle compatibilità finanziarie e delle logiche di governo.
I grandi partiti della sinistra europea paiono non accorgersi di ciò che sta realmente accadendo, ed hanno evidentemente anche abdicato a quella tradizione di solidarietà internazionalista che aveva contraddistinto le pagine più gloriose della loro Storia: chi organizzerebbe oggi le Brigate Internazionali per combattere in Spagna?
(Dov'è oggi quel partito laburista inglese? Dov'è finita la tradizione socialdemocratica dell'SPD tedesco, o dei partiti scandinavi o francesi? Quando bastava essere appunto socialdemocratici per contrastare le politiche capitalistiche).
Non si tratta di una domanda retorica. Ma di un interrogativo di pressante attualità, considerato che in Grecia è in corso una guerra: una guerra finanziaria nella quale i padroni del vapore coltivano l'obiettivo di ingrassare ancor di più i loro profitti, affamando, letteralmente affamando, il popolo per riaffermare il proprio dominio assoluto.
Lanciamo un grido: solidarietà materiale ed iniziativa politica internazionalista per la Grecia!

4 commenti:
Non so se essere più disperata di ciò che succede in Grecia o del fatto che nessuno ne parla.
eva
Sono stata troppo frettolosa...
Un pensiero ancora più tetro:
- Chi ne parla è per dire che Monti ci salva dal diventare come la Grecia.
eva
Cara Eva, l'informazione è di regime, alle volte più palese, altre no. Ma così è sempre stato. Il problema, dal mio punto di vista, non è che l'informazione non dia notizia ma che chi sarebbe preposto all'intervento politico in realtà non si muova adeguatamente, anche attraverso canali alternativi. E non parlo solo dell'Italia, ma più in generale della sinistra (anti-capitalista? Magari! Basterebbe quella anti-liberista) europea.
Non è possibile più giustificare nulla: la situazione umanitaria greca ha una sola origine... e non è certo quella con cui siamo stati buggerati nel novembre 2011 con il golpe para-democratico..!
Quello fu un otrtimo ed efficace deterrente per far digerire la sospensione della democrazia e affibbiarci un governo tencico nominato sorretto da un cartello.
Oggi la tragedia greca lascia emergere brucianti verità e responsabilità gravissime, ascrivibili soltanto a chi ha voluto e a chi ha applicato insostenibili misure di rientro dettate dall'eurocrazia della troika, con una ovvia complicità di Frau Stasi e d achi le ha applicate in Grecia senz apensare al proprio popolo.
Il rischio che stiamoi correndo noi è quello di far la stessa fine NON per i motivi dei tecnocrati filo lobbisti nostrani che vorrebbero completare i piani e il compito loro delegato bensì per l'esatto ocntrario!
La sola salvezza è fuggire d aquesata trappola chenl'europa delle banche ci stà confezionando.
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