lunedì 25 febbraio 2013

ALCUNE PRIME SOMMARIE INDICAZIONI EMERSE DAL VOTO di Franco Astengo



A scrutinio ancora in corso, ma con tendenze di fondo sufficientemente delineate, provo a offrire alcuni primissimi spunti di riflessione, seguendo anche la traccia delle osservazioni svolte in previsione del voto:


1) Era stato previsto un aumento del “non voto” che si è puntualmente verificato. La quota dei partecipanti al voto è scesa al 75,19% al confronto dell’80,91% di cinque anni fa. Un calo, quindi, del 5,72%. In totale si può calcolare (ipotizzando un numero di schede bianche e nulle simile a quello di cinque anni fa) un totale di quasi 14.000.000 di elettrici ed elettori che non hanno espresso il suffragio.

2) Il bipolarismo è andato in crisi verticale. Le due coalizioni maggioritarie nel 2008 avevano assommato l’84,46% dei voti validi (46,81% il centrodestra, 37,55% l’alleanza PD-IDV). Adesso le due prime coalizioni, stando ai dati fin qui resi noti al riguardo della Camera dei Deputati la somma di centrodestra e centrosinistra è del 58,73. Una flessione del 25,73% che rappresenta per intero il patrimonio elettorale del Movimento 5 Stelle (25,51%). Ovviamente non c’è stato interscambio diretto ed è presto per poter ragionare sui flussi, probabilmente si è verificato un giro “incrociato” con l’astensione e sicuramente il Movimento 5 Stelle ha preso voti dal bacino che era appartenuto all’IDV ed anche alla Lista Arcobaleno;

3) Per la prima volta il funzionamento della ripartizione regionale dei seggi al Senato potrebbe fornire la maggioranza in Aula al Partito giunto secondo come voti popolari. In questo momento, infatti, sotto questo aspetto, il centrodestra sopravanza nettamente il centrosinistra che, invece, sembra aver raccolto più voti nelle urne;

4) Questi dati rendono pressoché certo il dato di una difficoltà molto forte nella formazione di governo. Non pare avere la maggioranza, al Senato, alcuna combinazione salvo un’alleanza PD-PDL a sostegno di un nuovo eventuale governo tecnico, considerato che il Movimento 5 Stelle ha già dichiarato la propria indisponibilità a qualsivoglia combinazione parlamentare;

5) Soprattutto però forniscono la certezza dell’insostenibilità della presente legge elettorale nella funzione di un minimo di rapporto tra rappresentanza e governabilità. Il tema della legge elettorale, abilmente scansato dai maggiori gruppi parlamentari nella precedente legislatura, appare essere quello più urgente da affrontare pena l’incredibilità dell’intero sistema;

6) Infine il dato della lista di Rivoluzione Civile che, per carità di patria, evitiamo di commentare dopo che come blog e come Laboratorio avevamo lanciato a suo tempo l’allarme, rende improcrastinabile un ragionamento di fondo sulla possibile realtà di un soggetto di sinistra d’alternativa in questo Paese. Rivoluzione Civile non aveva le caratteristiche portanti di un soggetto di sinistra d’alternativa riferito al grande filone storico della sinistra italiana. Rivoluzione Civile non era (no non è apparsa, proprio non “era”) soggetto uscito dalle lotte sociali e non era provvisto di quella capacità alternativa, autonomia, carica d’opposizione che paiono essere le sole caratteristiche possibili. Su questo punto la discussione va immediatamente aperta senza lasciare nulla d’intentato.

Franco Astengo

1 commento:

Anonimo ha detto...

Condivido l'analisi esprimendo una seria preoccupazione per un eventualità di "governissimo" (issimo di che?..casomai "..accio") o "governo di salvataggio nazionale" (da cosa e da chi?) "governo di emergenza" (quale?) "governo di responsabilità" (siamo sicuri di conoscenrne il significato?) o meglio ..di un altro "cartello" ABCM (questo dsarebbe il termine adatto) per sostenere un governo del PD.
Sarebbe un vero insulto antidemocratico al POPOLO, pur con gli ovvii tentativi di legittimarlo, invocando i deterrenti ormai collaudati dello spread (pilotato) della Grecia (che vers anelle condizioni attiuali esattament epe ri motivi INVERSI a quanto viene rappresentato) o per i mercati finanziari (controllati da lobby eurocratiche). Un vero e proprio "golpe" dsarebbe quello che verrebbe reiterato dopo l'inaudito episodio del novemnre 2011.

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