DOVREBBE ESSERE UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA CON L'OBIETTIVO DI ARRIVARE AD UNO SCONTRO SOCIALE VERO, FONDATO SULLE GRANDI CONTRADDIZIONI DI QUESTA SOCIETA' COSI' INGIUSTA: MAGARI ANCHE PONENDOCI L'OBIETTIVO ANTICO DI UNO SCIOPERO GENERALE, INSIEME POLITICO E SINDACALE. SIAMO FORSE TROPPO LONTANI DALLA REALTA? PURTROPPO NON SONO LONTANI DALLA REALTA' I PADRONI E LO SFRUTTAMENTO ATTRAVERSO IL QUALE ALIMENTANO LA LORO INGORDIGIA
Primo Maggio 2014, Festa del Lavoro: ci troviamo al punto
più basso della nostra storia recente, con la disoccupazione dilagante attestata
su cifre che davvero fanno impressione in particolare tra i giovani
Un quadro, quello dell’economia e del lavoro in Italia, che
si può dipingere soltanto a tinte fosche: ci troviamo sotto il tallone di ferro
dei diktat europei; siamo privi di un’adeguata struttura industriale (ormai
decotta da tempo); sono sensibilmente peggiorate le condizioni di vita di gran
parte dei settori sociali; è scomparso il ruolo dei sindacati confederali
rimasti succubi del neo-liberismo imperante e colpevolmente firmatari di
accordi sulla rappresentanza del tutto lesivi della possibilità dei lavoratori
di esprimersi democraticamente e con dignità.
In queste condizioni può apparire fuori dalla realtà
proclamare “Viva il lavoro!”, pensando alla necessità di impostare una politica
alternativa, soprattutto sul piano dell’intervento del “pubblico”, della
rielaborazione di un piano industriale complessivo, di un adeguamento delle
infrastrutture, di un riequilibrio nell’uso del territorio: un elenco di tipo
fantascientifico se consideriamo concretamente e realisticamente la condizione
dei soggetti che dovrebbero muoversi in questa direzione ma che dobbiamo
continuare, ostinamente, a reclamare così com’è necessario continuare a
reclamare organizzazione e rappresentanza adeguate alla realtà dello scontro in
atto.
Per il lavoro ma anche “contro” il lavoro: contro il lavoro super
sfruttato, precarizzato all’eccesso, subordinato alle logiche “predatorie”contenute
anche negli atti che questo governo intende compiere in materia come nel caso
del cosiddetto job act.
Dobbiamo essere “contro” questo tipo d’idea del lavoro,
opporci alla sopraffazione del capitalismo imperante e della sua feroce
gestione del ciclo.
Nella sostanza questo Primo Maggio 2014 deve essere
ricordato, prima di tutto, perché , nella memoria imprescindibile dettata dalla
storia del movimento operaio, ci si riappropri per intero della realtà concreta
della condizione di classe e della necessità di impostare tutte le azioni di
lotta tenendo conto di questo dato di fondo, tenendo fermo il valore dell’idea
del superamento dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Idee antiquate: per molti lo sono, per noi restano le uniche
per le quali vale la pena battersi giorno per giorno affrontando tutte le
difficoltà che ci ritroviamo addosso in questa fase.
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