sabato 24 agosto 2013

ITALIA: MANCA DAVVERO L’OPPOSIZIONE DI SINISTRA della Red


Sono due, nell’attualità, gli elementi dominanti della vicenda politica italiana.
Il primo appare essere quello del mettersi all’opera di un gruppo di illusionisti che stanno cercando “la luce in fondo al tunnel”, con il superamento della crisi “a portata di mano” con la condizione, ineludibile però, del mantenimento della stabilità politica.
Stabilità politica garantita da questi fulmini di guerra delle “larghe intese” specialisti del rinvio, da venerdì a lunedì, da lunedì a mercoledì.

Si tratta, sul serio, di una situazione che davvero non siamo capaci di giudicare se tragica o farsesca: basta fare un giro nella realtà, la dura realtà della disoccupazione, dello sfruttamento super – intensivo, della delocalizzazione selvaggia, del fallimento di gran parte delle piccole imprese, della chiusura massiccia dei negozi nei centri cittadini delle grandi città, delle code alla Caritas per comprendere che questi illusionisti andrebbero denunciati per tentativo di plagio di massa, falso ideologico e quant’altro.
Se, invece, non si vuol far fede a questi metodi empirici di indagine, allora basta riferirsi alle ultime statistiche elaborate dall’Unione Europea sulla capacità competitiva delle regioni e verificare in quale posizione di graduatoria sono precipitate quelle italiane, in particolare il già giudicato ricchissimo Lombardo – Veneto.
Gli indicatori che puntano al negativo però sono tantissimi e davvero, senza tema di smentite, salvo voler affermare spudorate bugie.
Il secondo elemento che si colloca al centro del dibattito, adesso sul finir dell’estate del 2013, è quello relativo all’applicazione della sentenza definitiva di condanna penale per il Cavaliere, con le conseguenze di decadenza dal seggio senatoriale, incandidabilità, ecc.
Anche in quest’occasione non è il caso di inoltrarci più di tanto: però è possibile affermare che si sono ascoltate, in questi giorni, le dichiarazioni più incredibili, da una parte e dall’altra, al punto da far temere che il senso del diritto sia stato completamente smarrito.
Ci troviamo al punto in cui quelli che pretendevano di essere i protagonisti del “bipolarismo italiano” stanno governando assieme (più o meno rispetto al governare, non tanto allo stare assieme perché l’omogeneità culturale e politica è sicuramente molto forte) e, contemporaneamente, stanno sperando l’uno sulle disgrazie dell’altro: ovverosia quanti franchi tiratori ci saranno nel PD nell’eventualità di un voto in aula sulla decadenza di Berlusconi; oppure quanti franchi tiratori ci saranno nel PDL nell’eventualità di un tentativo di messa in crisi del governo.
Una sconcertante dimostrazione di debolezza reciproca che è debolezza del sistema che, in verità, entrambi i protagonisti di cui sopra stanno cercando di rafforzare accentuando i meccanismi dell’autonomia del politico, attraverso riforme costituzionali basate sul presidenzialismo nel tentativo di ridurre ancor di più il già esile rapporto tra la “politica” e la “società”.
Quali previsioni fare per il breve periodo è molto difficile e verrebbe voglia di scrivere che “il destino è nel grembo di Giove”.
Una considerazione finale è, comunque, possibile farla ed anche abbastanza precisa: risalta in tutto questo l’assenza, a livello politico e istituzionale, di una seria e concreta opposizione di sinistra (non è possibile considerare sotto quest’aspetto, per ragioni diverse SeL e il M5S): una sinistra d’opposizione capace, prima di tutto, di rappresentare i settori colpiti drammaticamente dalla situazione economica, di demistificare gli inganni che su questo terreno vengono elaborati da quelli che sono già stati definiti “illusionisti”, di tenere la testa alta al riguardo dei tentativi di snaturamento della natura parlamentare della Repubblica, senza farsi coinvolgere in questo caso da meccanismo di assorbimento da parte del sistema ma proclamando la propria autonomia di pensiero, la propria alterità, la propria capacità di portare avanti una “opposizione per l’alternativa”.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Lo dico in altro modo : l'attuale sinistra radicale o alternativa non è ininfluente a causa della sua esigua entità , piuttosto ha un'esigua entità proprio perché è ininfluente, perché non combatte le oligarchie sul loro terreno , quello economico.
Accettare l'Euro è una resa alle loro logiche, il governo delle economie deve tornare in mano ai parlamenti, le banche centrali devono essere guidate dai governi e non devono più essere indipendenti.
La finanza ed i movimenti di capitale devono essere fortemente regolamentati, non deve essere possibile chiudere una fabbrica durate le ferie.
Questi sono i punti che potrebbero far crescere un'area di di sinistra.
Non l'accettazione dell'Eurozona come un dato di fatto.

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