mercoledì 21 agosto 2013

EGITTO/ITALIA di Marcello Pesarini



In questi giorni in cui la politica interna italiana e quella egiziana, nella differente drammaticità,  sembrano navigare entrambe in cattive acque, mi vengono in mente pericolose uniformità di futuro.

 In primis, sarà ancora l'Italia ad accogliere i profughi da una situazione tanto cruenta? Se si, saremo capaci di non tuffarci nell'allarmismo emergenziale che ha dato da mangiare a tante associazioni e ha buttato via, in gran parte, un'occasione di accoglienza (integrazione è parola ed azione pericolosa) ? Siamo in un'Italia in cui finalmente vien distrutto un CIE e episodi di maggior accoglienza diventano occasione di utile discussione. Perfino Mara Carfagna parla di ridiscutere la Bossi Fini, ed è sotto l'occhio di tutti il cambiamento dei flussi migratori, che vede il nostro paese sempre più zona di immigrazione familiare e di passaggio verso il Nord (vedi IX rapporto CNEL). Di fronte ad un vertice politico fermo nel cancellare una qualsiasi alternativa di società dai suoi programmi, l'unico internazionalismo che potremmo praticare è quello di riconvertire, o far nascere, l'industria dell'accoglienza. Gli effetti positivi prima o poi raggiungerebbero anche i paesi del resto del Mediterraneo.

Nessun commento:

Posta un commento

La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie