Il voto sulla decadenza di
Berlusconi sarà un voto politico, non una scelta giuridica tra diverse
interpretazioni. Giusto o sbagliato - e a mia avviso è sbagliato- è la scelta
della nostra Costituzione e discende direttamente dall’art. 66 Cost.,” Art. 66.
Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle
cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità”.
Una scelta che in origine aveva
una forte motivazione di tutela dei parlamentari, per proteggerli
dall’assolutismo regio e da una magistratura asservita al potere esecutivi, ma
allora i parlamentari erano individui non espressione di partiti o di gruppi
parlamentari: non che fossero migliori, quando alla Camera dei Comuni c’era un
ufficio dal quale passavano i deputati per riscuotere il compenso per il loro
voto conforme ai desideri del Governo. Semplicemente non c’era una logica
politica nel loro comportamento.
I membri del PdL hanno fatto un uso arbitrario dell’art. 66
Cost. In occasione della 14° legislatura non convalidando 14 deputati delle
opposizioni in spregio al diritto, come anche vi fu un uso illegale da parte di
tutti per lasciar fuori i radicali dal Senato nel 2006.
Non solo il potere del Parlamento con accordo trasversale
di decidere sui suoi membri è stato esteso complice la magistratura ordinaria e
amministrativa persino alle operazioni elettorali preparatorie, comprese l’ammissione
o esclusione di liste e candidati. Un governo Berlusconi non diede attuazione
ad un precisa delega del Parlamento di affidare alla giustizia amministrativa i
ricorsi contro le operazioni elettorali preparatorie decisa con l’art. 44 della
L. 69/2009. Una grave decisione passata sotto silenzio, anche dei giuristi
democratici, che vedono attentati alla Costituzione un giorno sì ed uno
no. Simo un paese che ha legalizzato un
colpo di Stato, complici le leggi elettorali maggioritarie Una maggioranza
artificiale come quella del porcellum consente ad una minoranza politica,
trasformata in maggioranza parlamentare di modificare la legge elettorale:
nulla teoricamente impedisce di dare un
premio di maggioranza del 70%, cioè tale da poter cambiare la
Costituzione senza neppure un referendum confermativo. Pochi sano o fanno finta
di non sapere che una legge elettorale incostituzionale non è impugnabile prima
delle elezioni e dopo competenti ad esaminare i ricorsi sono le Camere elette
con la legge incostituzionale Uno scandalo unico in Europa e nel più assoluto
silenzio delle forze politiche tutte e dei costituzionalisti.
Si parla spesso di contrasti tra
magistratura e politica, ma non della loro alleanza contro i diritti deli
elettori e delle elettrici, che rappresentano il popolo, unico detentore della
sovranità secondo l’art. 1 della Costituzione. Il meccanismo di protezione
giudiziale del potere politico è stato rotto
grazie alla Corte di Cassazione con l’ordinanza 12060 del 21 marzo-17
maggio 2013 e all’acribia di un pugno di cittadini elettori. Per rimediare
bisogna rompere alcuni tabù come il
divieto di ricorso diretto alla Corte Costituzionale e come in Germania
assegnare l’ultima parola alla Corte Costituzionale sulle decisioni del
Parlamento in termini di convalida degli eletti.
Nei tempi ristretti a disposizione a Berlusconi si
applicano le norme vigenti e quindi il voto in Giunta delle Elezioni e in
Senato sarà una decisione politica, nel bene e nel male. I suoi supporter
stanno blaterando di ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo ignorando
che i rappresentanti del Governo italiano presso la Corte nominati dal Governo
Berlusconi hanno sostenuto la tesi dell’inammissibilità dei ricorsi 11583/08 e altri 16, tra cui il 35953/08,
presentato dagli stessi cittadini che avevano impugnato le elezioni del 2008:
La convenzione Europea di Diritti dell’Uomo tutela i diritti civili e non
quelli politici. Forse la Nemesi esiste.
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