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| Immagine dal sito: www.modellocurriculum.com |
Non riesco durante questi giorni di frizzi e lazzi fra
politici (Battiato e Grillo hanno sostituito degnamente Berlusconi) a dolermi
della distorsione dell'informazione attuata in Italia.
Lavoro ai servizi
sociali della Regione Marche e ne ho vedute, e raccontate tante. Nonostante il
battage pubblicitario delle amministrazioni governative che si sono succedute,
la burocrazia statale si è acuita, e sotto la spinta di finti strumenti di
democrazia e tutela del cittadino, quali privacy, permessi, liberatorie, i
pagamenti che gli enti pubblici versano ai privati cittadini o alle aziende si
sono allungati, e chi parla di pagamenti in 30 giorni o non sa di cosa parla o
mente. Vorrei poter invitare a coppie 10 cittadini e 10 deputati nei nostri
uffici e spiegare tutti i passaggi necessari per poter ammettere un progetto,
giudicarlo, poi assegnare, impegnare, infine liquidare ed erogare le somme.
Tutto regolare, senza trucchi, ma così è. Penso che se alcuni di questi
passaggi fossero discussi nelle piazze, virtuali e reali, si potrebbe
riprendere in mano la materia, e comprendere meglio cosa sia utile e cosa
dannoso. Nella partita delle agevolazioni alla riconversione industriale
sarebbe altrettanto utile capire in che direzione si muovono le regioni, perchè
se l'episodio di disperata violenza avvenuto a marzo a Perugia (vittime due
impiegate e l'imprenditore poi suicida), ha dei risvolti personali e non
estendibili a tutti, la disperazione fra la popolazione è quotidiana.
Non penso che con l'approssimazione si risolva tutto, né che
l'efficienza sia un valore assoluto: sono però sicuro che, in una società da
ricostruire con la solidarietà sulle ceneri del carrierismo, sia necessario
conoscere la macchina statale per farla ritornare pubblica, un bene al servizio
di tutti

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