martedì 9 aprile 2013

PRESIDENTE CHI? di Felice Besostri

Una immagine di Bonino e Napolitano
dal sito: www.formiche.net
Non trovate strano che ci sia un’elezione, quella del presidente della Repubblica, senza candidati? Intendo candidati in senso formale con candidature depositate presso un ufficio della Camera dei Deputati dove si riunirà a partire dal 18 aprile il Parlamento in seduta comune con il rappresentanti dei Consigli regionali. Dove è la trasparenza?
Dove sta la partecipazione dei cittadini ad un evento, tra i maggiori, della politica e delle istituzioni. In Germania dove il Presidente è eletto con procedura analoga alla nostra, prima dell’assemblea i Partiti fanno conoscere i rispettivi candidati. Senza candidati in senso formale c’è spazio per manovre, intrighi, accordi sottobanco, trappole e trappoloni. C’è il rischio che in un momento delicato la classe politica ancora una volta dia un pessimo esempio di se stessa, alimentando la diffidenza di un’opinione pubblica, già smarrita per il periodo post-elettorale. L’obiezione che, se i candidati sono ufficializzati, c’è il rischio di contrapposizioni che portino ad una situazione di stallo. Ma la vera argomentazione è quella di salvare la faccia: se non ci sono candidati ufficiali, un accordo dell’ultimo minuto può evitare che ci siano vinti e vincitori. Tuttavia sarebbe importane conoscere il profilo del futuro Presidente. Tra De Nicola e Pertini c’era uno stile differente. Un Presidente notaio, garante o arbitro sono differenze importanti, non sfumature. La Costituzione non può regolare tutto: c’è spazio per la prassi costituzionale che consente persino un attivismo interventista: l’ultimo Presidente è arrivato a tracciare l’indirizzo politico. I parlamentari e i consiglieri delegati dalle Regioni nelle loro scelte non sono ispirati dallo Spirito Santo, ma non potremo limitarci a constatare che “Non è Francesco”, parafrasando Lucio Battisti. Solo con candidature trasparenti, cioè conosciute in anticipo, l’opinione pubblica può influenzare a scelta dei Grandi Elettori indirizzandoli a ricercare l’interesse della Nazione, piuttosto che farsi esecutori dei desideri dei loro grandi elettori, quelli che li hanno nominati, invece di farli eleggere dai cittadini. Le candidature servono anche ad evitare situazioni imbarazzanti in caso di omonimia. Al tempo dell’elezione di Ciampi avevo individuato una caterva di Nicola Mancini in possesso dei requisiti, ed anche un buon numero di Carlo Ciampi, Carlo Azeglio invece era l’unico, ma il presidente l’ha già fatto.
Siamo sicuri che di Emma Bonino ce ne sia una sola? Pensiamoci prima di trovarci involontari protagonisti di un film di Bisio. Non pensate di cavarvela scrivendo un candidato col nome ostico da scrivere, del tipo Zagrebelski, perché non c’è solo Gustavo, ma anche il fratello Vladimiro, che potrebbe essere un ottimo Presidente, come è stato un rispettatissimo giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo e debenedettindipendente. Chi come noi chiede candidati noti in anticipo non intende eleggere direttamente il Presidente, spetta al parlamento e ai delegati regionali, ma dovrebbe essere interesse comune, che i grandi elettori possano sentire il peso dell’opinione pubblico e ne tengano conto.
Milano 7 aprile 2013

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