giovedì 18 aprile 2013

ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: UNA DEBACLE STORICA di Franco Astengo

Una debacle storica: mai si era visto uno scenario del genere, nel corso di una votazione per il presidente della repubblica, neppure ai tempi malfamati delle correnti democristiane (ricordate le "suore dorotee" di Luigi Pintor).

Pur disponendo di circa 800 voti PD, PDL e Scelta Civica hanno ripiegato alla seconda votazione sulla scheda bianca e pensano in questo momento di far eleggere il Presidente con i soli 504 voti della maggioranza assoluta, comunque a rischio avendo Marini superato questa quota di soli 17 voti al primo scrutinio.
Una dimostrazione che va ben oltre l'impotenza: di vera e propria crisi di quadro politico, al centro di una drammatica crisi finanziaria, economica, politica, morale e di sistema.
A sinistra emerge come non mai la necessità di una autonomia non solo politica, ma di pensiero.
Naufraga, in ogni caso la strategia di SEL, di presunto "condizionamento" interno al PD verso il quale appaiono già in atto le procedure di confluenza, mentre emerge irresistibile la fascinazione del grillismo.
Una vera a propria tragedia per il PD, capace di risultare subalterno anche soltanto sul piano del metodo:
facendo scegliere il proprio candidato a Berlusconi con la proposta della "rosa" (neppure indicata all'unanimità dal Partito) il PD appare sempre sul punto di accodarsi ad un candidato scelto da altri.
E' sufficiente, a nostro giudizio, la mera elencazione di questi fatti per testimoniare l'entità del disastro:
a due mesi dalle elezioni la "strategia maggioritaria" del centrosinistra non ha prodotto alcun risultato.

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