Per
la prima volta da quando esiste la Repubblica italiana non vi è in tutto il
parlamento uno o una che si dichiari comunista, mentre un giovane borghese
cattolico (Letta) sostituisce alla guida del governo un vecchio borghese
cattolico (Monti).
La
sconfitta istituzionale della sinistra è completa, il motto fascista
"largo ai giovani" eseguito nella massima misura.
Le
donne presenti in numero notevole non rappresentano in alcun modo il
femminismo, sicché si può dire senza tema di smentita che qualsiasi
espressione alternativa o rivoluzionaria è stata "democraticamente"
cancellata con adeguato insulto alla costituzione, riservandosi i nuovi
rappresentanti 18 mesi per eseguire anche la adeguazione costituzionale
reazionaria.
Già lo
sapeva il vecchio Marx, che è giusto voler depositare in leggi le conquiste
sociali, i diritti, ma che tale deposito non è garantito: le leggi,
anche le più solenni, possono essere cambiate, se i rapporti di forza
istituzionali mutano.
Come
esiste una economia reale e una economia di carta, esiste anche una società
reale e una di facciata.
Il
diaframma che impedisce la comunicazione reale è pur sempre determinato dalla
proprietà dei mezzi di comunicazione, dalla scuola, dalla ricerca.
Il che
fare è arduo, ma necessario e ci si deve dare un qualche termine di tempo per
costruire un discorso molteplice e razionale, una analisi sociale fondata,
un cammino di mutamento, una mutazione culturale, della quale si vede
l'urgenza e la necessità, molto meno le basi.

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