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| Immagine dal sito: servizi.usb.it |
Ricordo quel villaggio di tanti fa, ricordo le sue trasformazioni quando la ricchezza ottenuta lavorando con pazienza anche oltre orario si trasformò su spinte di altri, “non lavoratori”, in speculazione e molte porte d'ingresso vennero costruite fra un rione e un altro, con l'edificazione di mega centri direzionali, con la chiusura di tanti piccoli luoghi comuni e lo spaesamento di tanti, troppi lavoratori.
Ora il governo delle Marche si appiglia ancora alla necessità di terminare una di queste opere, la Quadrilatero, fa attraversare la regione da continue ed inutili autostrade e circonvallazioni cittadine, e distorce la sanità pubblica portando una direzione di Area Vasta a Fabriano dalla costa, in odore di macro regione Marche Umbria, per chissà quali utili. Se le azioni del governo regionale assomigliano tanto a quelle del governo nazionale, cioè non vogliono portare giustizia sociale per riparare ai danni della economia finanziaria, ma proseguono come se nulla fosse, allora a nulla servono le lacrime di coccodrillo dei governanti che sono venuti a portare il loro saluto al funerale. Ma bisogna stare ancora più attenti, perchè la rincorsa a destra dei partiti del centro sinistra ha disarmato le persone, i lavoratori ed i disoccupati, che sono lontani dal sapersi organizzare per chiedere lavoro e lottare per togliere i privilegi a quei “non lavoratori”.
Romeo ed Anna Maria hanno preferito la morte alla carità, e con loro tanti altri che sarebbe bene ricordare, fino al tragico episodio di Perugia, dove un lavoratore ha ucciso due lavoratrici impiegate incolpevoli. Tutti loro ci vorrebbero insegnare qualcosa, sui diritti e non sull'elemosina.

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