domenica 28 aprile 2013

DEDICHIAMO IL 1 MAGGIO ALLE VITTIME DELLA TRAGEDIA DI SAVAR


Una delle immagini della tragedia annunciata
avvenuta in Bangladesh, la faccia del capitalismo e del
liberismo: quella più autentica.
La nostra proposta è di dedicare il 1 Maggio alle vittime della tragedia di Savar.
Davvero non c’è niente da festeggiare, a tutte le latitudini, per questo 1 maggio 2013: la crisi causata dal capitalismo e gestita da un capitalismo che è quello di sempre vigliaccamente sfruttatore lascia dietro di sé, nel suo procedere, una striscia insanguinata di lutti, tragedie, miseria, fame, paura in tutte le parti del mondo.

In Italia dopo aver registrato i più diversi ed eclatanti tentativi dei lavoratori di attirare l’attenzione sulla loro drammatica condizione stretta tra licenziamenti, esodi forzati, cassa integrazione, crescita abnorme della disoccupazione in ispecie giovanile, abbiamo assistito impotenti a una lunga striscia di suicidi e – adesso – siamo arrivati al punto in cui (a Palermo ieri) la polizia è tornata a sparare sui lavoratori.
Il sindacato non è riuscito a uscire dalla tenaglia dentro la quale si è rinserrato fin dagli anni’90, gli anni della concertazione che adesso il padronato non intende nemmeno più esercitare mentre porta avanti, praticamente senza contrasto, una linea aggressiva di gestione della crisi, di ristabilimento di antichi rapporti di forza, fuori e dentro i luoghi di lavoro, annullando i diritti e la possibilità di rappresentanza.
Su tutto questo si staglia la tragedia di Savar, là nel lontano (ma vicino) Bangladesh: un vero e proprio monumento all’indifferenza con la quale sono trattati i lavoratori, merce tra la merce e anzi quella di cui meno ci si preoccupa se deteriora o si rovina definitivamente.
Una tragica lezione della storia, verso la quale dobbiamo essere capaci con tutte le nostre forze di rompere il muro dell’indifferenza.

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