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| Susanna Camusso Segretaria Generale CGIL - imm dal web |
Non ho trovato
nella relazione di Susanna Camusso nessun vero segno di volontà di cambiamento,
le stesse riflessioni sulla necessità di ascoltare e capire sono acqua fresca
se poi tutto resta come sempre.
Lo scossone
delle elezioni tocca anche noi, anche
perché la grande maggioranza di questo gruppo dirigente aveva speso tutte le
sue carte sulla vittoria del centro sinistra e per questo è stata sconfitta.
Ora non possiamo
dare la colpa alla gente che non lotta. Non è vero che abbiamo fatto quello che
potevamo e che i nostri appelli al conflitto sociale non sono stati ascoltati.
Noi non abbiamo fatto il nostro dovere di fronte al massacro sociale che
colpisce prima di tutto il mondo del lavoro e per questo la rabbia di massa si
è riversata su chi si proponeva di rappresentarla e indirizzarla verso la casta
politica.
Se la questione
sociale e il rifiuto delle politiche di austerità non si è rivolto alle forze
tradizionali della sinistra è prima di tutto colpa di queste forze, visto che
il PD ha sostenuto Monti e non ha proposto nulla di nuovo, e rifondazione
comunista si è presentata come rivoluzione civile e non sociale.
Se alla fine
tutto viene trasferito sul terreno della radicalità democratica, sul quale
ovviamente trionfa Grillo, e la questione sociale scompare di chi è la colpa? E
il sindacato e la CGIL in particolare non hanno responsabilità? Ma non
scherziamo.
Mi chiedo
se Grillo non abbia mandato un
ringraziamento a CGIL CISL e UIL, visto che siamo il solo paese europeo dove
non si è lottato davvero contro
l'austerità e questo gli ha permesso di evitare ogni vera scelta economica e sociale.
E invece si va
avanti come sempre.
Voglio ricordare
a questo direttivo che la linea politica di fondo della CGIL è la stessa dal
1977. La struttura organizzativa è ancora quella decisa nel 1979. Dal 1988,
dopo le dimissioni di Antonio Pizzinato, ogni segretario generale ha nominato
il suo successore. La cooptazione dall'alto è il sistema di governo di tutta
l'organizzazione e voi pensate di andare avanti così?
Così ci sono
solo il declino e la marginalità,
magari la burocrazia si salva in
qualche nicchia, ma la nostra funzione di organizzatori sociali viene meno,
proprio quando invece ce ne sarebbe più bisogno. E non sperate di trovare una
nuova concertazione che, come nel 1993, assegni alle confederazioni un ruolo
centrale. Questo non c è più.
Bisogna cambiare
linea politica, gruppo dirigente e modo pratico di funzionare.
Ci vuole una
democrazia vera, che vuol dire prima di tutto diritto a dire la propria. Come fate a parlare di
partecipazione quando nelle assemblee dei delegati gli interventi sono
selezionati preventivamente in modo da impedire un vero confronto, quando due
delegati in dissenso vengono espulsi in Veneto, due persone per bene di cui
tutta la organizzazione dovrebbe essere orgogliosa?
Come negare che
esiste un questione burocratica grande come una casa e che agli occhi di
milioni di persone che soffrono, il sindacato appare distante e inconcludente?
Se il gruppo
dirigente della CGIL appare parte del palazzo è colpa di Grillo e delle persone
in carne ed ossa che lo votano o delle politiche e delle pratiche del gruppo
dirigente?
Ci vorrebbe un
congresso immediato con al centro il cambiamento radicale della CGIL, mentre si
lotta davvero contro il massacro sociale.
Inovece andate
avanti come sempre sperando che passi la nottata...la CGIL la mettete in crisi
voi che la dirigete.

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