Il Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano comprende Berlusconi e vuole
garantirne il ruolo politico, nonostante
i reati di cui egli è accusato.
Non c'è da
stupirci, questa è l'Europa reale che ci governa.
Che c'entra
l'Europa?
Ma davvero si crede che le istituzioni europee, di cui il Presidente
della Repubblica è fermo sostenitore, siano interessate alla moralizzazione
della vita pubblica italiana?
Guardiamo alla
Grecia. Là il governo che piace alle istituzioni europee è quello che ha
accettato quei memorandum, imposti dalla Troika, che hanno ridotto alla fame la
maggioranza della popolazione.
Per giustificare
quei brutali ordini di massacro sociale, i sostenitori della politica della
Banca e della Commissione europee e del Fondo Monetario Internazionale, hanno
spesso affermato che la Grecia paga così i duri costi della politica dissennata
dei governi corrotti che si sono succeduti prima della crisi.
Già ma chi
governa lì adesso? Proprio quei due partiti di centrodestra e centrosinistra
che si sono alternati nella guida del paese. E il capo attuale del governo
appartiene a quel centro destra accusato di aver falsificato i conti per
entrare nell'euro.
Gli incendiari
sono stati nominati pompieri e alle istituzioni europee questo va benissimo,
purché siano il popolo greco a pagare e le banche a guadagnare.
Nulla da
stupirsi dunque se il Presidente della Repubblica difende un pluri incriminato
nel nome della governabilità. Questo non è un evento che viene solo dai percorsi della sinistra riformista e dalla
sua storica subalternità alla cultura politica di Craxi e dei suoi discepoli.
C'è il potere
europeo di mezzo, quel potere che ci ha imposto il governo Monti invece di
farci votare più di un anno fa, quel potere che ora festeggerebbe se ci fosse
la continuità della stessa maggioranza che quel governo ha sostenuto.
Il Presidente
della Repubblica non ha avuto nulla da obiettare al vergognoso mancare di
parola del governo italiano con l'India, una delle grandi potenze emergenti del
mondo, atto che ci costerà caro sul piano degli affari oltre che su quello
politico e morale.
Il Presidente
della Repubblica tutela il diritto di Berlusconi a fare politica, nonostante
questi sia sottoposto a processi che in altri paesi europei lo avrebbero già
posto fuori dalle istituzioni.
Non è autonomia
o orgoglio nazionale tutto questo, è obbedienza ai signori dello spread. Che
furbescamente Berlusconi ricatta, minacciando la crisi totale se non viene, per l'ennesima volta,
salvato.
Smettiamola
quindi di considerare le istituzioni europee l'antidoto a Berlusconi. Quelle
istituzioni hanno un solo interesse, che in Italia si continui a pagare come in
Grecia. Se la casta garantisce la continuità dell'austerità e del massacro
sociale, che viva la casta.
Questa l' Europa
che il Presidente della Repubblica difende e
da qui la tutela offerta a
Berlusconi. Se vogliamo cambiare, dobbiamo sapere che la liberazione dalla
casta e dall'Europa dell'austerità sono la stessa cosa.

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