martedì 19 marzo 2013

CIPRO "RIBELLARSI E' GIUSTO"




Incitiamo le donne e gli uomini così duramente vessati a trovare le forze per dire “NO, noi con ci stiamo”.

Mai come in questo momento “ribellarsi è giusto”.


Le drammatiche vicende che, in questi giorni, stanno coinvolgendo la popolazione di Cipro sono già state efficacemente riassunte in molte sedi e non ci pare, qui, il caso di riassumerle ulteriormente nel dettaglio.

Siamo all’ennesima dimostrazione (se mai ce ne fosse stato ancora bisogno) dell’illogicità, dell’ingiustizia, dell’inefficienza, dell’inefficacia, del sistema finanziario globale e della vera e propria follia rappresentata in questi anni dalla corsa alla trasformazione dell’economia in finanza.

Un sistema che finisce con il colpire sempre in una sola direzione: quella della povera gente che si trova sempre più in difficoltà a poter vivere decentemente, anche qui in quello che era considerato l’Occidente sviluppato: una platea di diseredati che, via, via si sta allargando a macchia d’olio.

Oggi Cipro, ieri (ma anche oggi) la Grecia: e domani?

Tempo addietro, proprio al riguardo del “caso greco” avevamo sottolineato con forza l’assenza di un minimo d capacità da parte delle forze della sinistra europea (socialdemocratiche, socialiste, comuniste) di esercitare un’azione di solidarietà internazionalista nei confronti delle popolazioni colpite, sviluppando assieme un’iniziativa politica per presentare proposte tendenti a mutare i termini di costruzione di questa Europa ormai votata, esclusivamente, al mantenimento del potere delle banche.

Nella creazione e nella gestione della crisi emergono enormi responsabilità dei governi che, prima di tutto, hanno nascosto la verità, trincerandosi dietro le logiche liberiste (pensiamo all’italiano “governo tecnico”) che hanno dominato quale “pensiero unico” il rapporto tra politica ed economica, nel corso di questi anni.

Reclamiamo il diritto dei popoli perché si affronti davvero l’assurdità dell’intero sistema finanziario riportando la politica a esercitare il suo ruolo.

Incitiamo le donne e gli uomini così duramente vessati a trovare le forze per dire “NO, noi con ci stiamo”.

Mai come in questo momento “ribellarsi è giusto”.

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